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In questa pagina: Empirismo,  Enantiodromia, Etica

Empirismo

Jung considera la sua una psicologia empirica, nel senso che essa si basa sull’osservazione e l’esperimento piuttosto che sulla TEORIA. Ciò per lui rappresenta l’opposto della speculazione e dell’ideologia, ed egli attribuisce all’empirismo il vantaggio di presnetare i fatti con il massimo di accuratezza possibile, pur riconoscendone anche i limiti dovuti, a sua avviso, allo scarso apprezzamento per il valore delle idee. Jung considera il pensiero empirico non meno razionale all’atteggiamento introverso, che rappresenterebbe l’empirismo, e a quello dell’estroverso che si esprimerebbe nell’ideologismo.

L’approccio di Jung è anche rilevante in relazone all’archetipo, visto sotto forma di immagine  e quindi come concetto empirico.

Enantiodromia

“Corsa nell’opposto”: una legge psicologica formulata da Eraclito per primo e che significa che presto o tardi tutto si trasforma nel suo opposto. Anche Jung la identifica come “la norma che abbraccia tutte le sfere della vita naturale, le minori come le maggiori. Scrive infatti: “Alla legge crudele dell’enantiodromia sfugge soltanto chi sa differenziarsi dall’inconscio”. Senza questa separazione si da un eccesso di dipendenza da un meccanismo autoregolatore e ne consegue che il controllo dell’IO viene trascurato e indebolito.

Etica

Un sistema  di esigenze morali. Alle implicazioni etiche della psicologia del profondo si è  indirizzata la ricerca di Neumann.: per il suo volume, Jung ha scritto una prefazione in cui ribadisce il suo punto di vista, e cioè che la legge morale dell’individuo esprime un fatto psichico che può o può non essere stato sottoposto  alla riflessione e all’arbitraggio dei suoi stessi giudizi inconsci. Lo sviluppo della coscienza richiede un’attenta considerazione e comporta un’osservazione religiosa, vale a dire la capacit à di vedere le cose da un punto di vista universale, oltre ch epersonale. Questa, per Jung, è un’impresa a carattere etico.

 

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