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La coppia – Il partner come compagno di giochi o di vita

Partner come compagno di giochi

Cosa è la coppia

Siamo alla ricerca di un partner come compagno di giochi o di vita?

L’obiettivo di questo articolo si focalizza principalmente su uno degli aspetti (senza aver la presunzione di completezza) che fa ‘saltare’ gli equilibri che la coppia ‘crede’ di aver stabilito e che, di conseguenza, ne determina la rottura.

Do quindi per scontato che in virtù di una onestà intellettuale, la coppia si sia formata sulla base di un sentimento profondo (escludendo quindi le altre situazioni, tipo amanti, avventure, etc), caratterizzato da tutti i principi canonici universalmente condivisi (basti pensare alla pressoché infinita letteratura che parla di amore, talmente infinita che ancora se ne parla, se ne scrive, se ne dibatte, … e che presumibilmente così sarà fine alla fine dei tempi).

Ci piace inoltre pensare che tutti (più o meno) siano stregati dal senso profondo che si cela nella frase:

Amor, ch’a nullo amato amar perdona

Da chi cioè, una volta amato, non potrà fare a meno, a sua volta, prima o poi di riamare.

Tutti empatizziamo con stato d’animo dell’adolescente, del quasi adulto, dell’adulto ma anche di quegli adulti quasi anziani che vivono uno stato di innamoramento, ma anche la situazione opposta, ovvero quando questo amore finisce.

Sarà forse per questo che nell’ultimo verso del Paradiso, Dante conclude la Divina Commedia con il verso a mio avviso più famoso di tutti i tempi:

‘l’amor che move il sole e le altre stelle’.

Quindi questo articolo, tenta di descrivere la situazione in cui si viene a trovare una coppia, che scoppia, dopo aver vissuto l’illusione generata dalla proiezione dei propri desideri.

La coppia con gli stessi interessi o gli stessi principi

Per la coppia è più importante avere gli stessi interessi o gli stessi principi? In altri termini cosa rende più solida la coppia?

Prendiamo ad esempio una coppia che ama andare al mare, oppure fare trekking.

Diremmo che questa coppia ha gli stessi interessi. Ottimo, ci si diverte insieme, si fanno le cose che piacciono ad entrambi. Il tempo che si passa insieme è caratterizzato da cose in comune.

Diverso sarebbe se al primo piace il mare e all’altro la montagna.  Ci si vedrebbe inevitabilmente di meno.

Quindi avere gli stessi interessi permette di stare più insieme e una coppia innamorata sa bene quanto sia più esaltante.

„Giulietta – E così te ne vai, amore mio, mio signore, mio sposo, mio amico, mio tutto! Voglio avere tue notizie ogni giorno dell’ora, sì, dell’ora, ci sono molti giorni in un minuto… Ahimè, a contare il tempo in questo modo, chi sa quanti anni avrò prima di rivedere il mio Romeo!“ — 

William Shakespeare, libro Romeo e Giulietta

Ma, questa coppia ha gli stessi principi?

Cosa pensano ad esempio della famiglia, dell’ecologia, della giustizia, della politica, dell’istruzione, dell’ambiente?

Ad esempio ci piace andare in montagna insieme, ci portiamo il pranzo al sacco e poi, dopo averlo consumato, uno dei due lascia carte e bottiglie o barattoli  li, per terra, in mezzo ai monti.

Immaginate cosa accadrebbe se l’altro, com’è giusto che sia, avesse un atteggiamento più ‘green’?

Scusate il paradosso ma, credetemi, io vado spesso in montagna e vedo cose …

Con questo caso, sicuramente paradossale, a cui ne potrebbero seguire infiniti altri,  più subliminali quindi (che poi è quello che accade normalmente), volevo solo dare l’idea della inconciliabilità che le coppie potrebbero avere.

Le differenze macroscopiche saltano subito all’occhio e sicuramente difficilmente portano alla costituzione di una coppia. 

Il partner compagno di giochi

il partner come compagno di giochiCosa intendiamo con compagni di giochi.

La coppia di cui al primo paragrafo, scopre di avere l’un per l’altro sentimenti profondi, apparentemente stabili e coadiuvati da atteggiamenti maturi.

I ‘ti amo’ si sprecano, le cene al lume di candela idem, week end alle SPA non mancano, le vacanze in riva al mare oppure le settimane bianche, magari a capodanno, consolidano una reciproca struttura di base caratterizzata dagli interessi in comune e dagli stessi principi morali.

La coppia veleggia felice in un mare quieto ove spira la giusta  brezza.

Ovviamente entrambi hanno una loro vita, un lavoro, un vissuto, direttamente proporzionale alla loro età.

Gli incastri possono a volta richiedere uno sforzo di programmazione da parte di entrambi ma, la coppia ove entrambi, oppure uno solo dei due,  vede l’altro come un compagno di giochi, riesce quasi sempre a trovare una soluzione.

Bellissima, trovo, è una frase di Frida Kahlo. Una poesia  che conclude con:

‘… perché se devo chiedertelo, non lo voglio più.’

(Chi vuole trovare questa poesia, può ascoltarla, recitata su youtube (https://www.youtube.com/watch?v=SK4UtiVqJU0).

Bellissima, non c’è che dire.

Reazione tipica del compagno di giochi

‘Ho avuto un mese stressante … ’ e, sotto il tovagliolo, c’è un programma per un fantastico weekend in una romantica cittadina balneare dove c’è un ancor più romantico ed elegante albergo che da sulla spiaggia’.

Naturalmente poco importa se nel frattempo abbiamo preso solo il bello del gioco con l’altro e abbiamo restituito solo qualche briciola (anche qui, il concetto è estremo e quindi raro, esprime solo una vaga percezione di un interesse percepito come insufficiente). Chi ‘gioca’ spesso è ignaro delle proprie dinamiche interne, e si concede solo quando ha trovato il tempo per giocare.

Se questo non accade (il programma sotto il tovagliolo), il gioco termina, non è più divertente. Perché come dice Frida

perché se devo chiedertelo, non lo voglio più.

E allora può accadere che, ‘… chi se ne importa, io al mare ci vado lo stesso. Non ho bisogno di nessuno io’.

Scatta la scelta unilaterale e quindi non condivisa,  tipico delle persone che ‘bastano a se stesse’.

Ecco, le coppie che ‘giocano’, potrebbero cadere in questa sorta di trappola.

Dover intuire il desiderio dell’altro, anzi anticiparlo e farlo trovare li, sotto il tovagliolo, nel corso di una cena, sotto forma di un programma, già organizzato e programmato.

Questo può essere il rischio della coppia che rimane coppia finchè si gioca insieme e finchè l’altro anticipa i propri desideri.

In queste coppie, il partner forse disattento ma forse anche irritato (le briciole non sfamano nessuno) e che in cuor suo pensava di avere una storia di coppia per la vita (ove normalmente si comunica) rimane improvvisamente deluso.

Ma, in fondo, cos’è la delusione se non che lo svelamento di una illusione?

Improvvisamente si percepisce, come la brutalità di uno schiaffo, che la realtà era diversa, che i ‘ti amo’ erano banali e meri ‘intercalari’, detti così, tanto per dire.

Dopo questa ‘sberla’ cosa accade, cosa potrebbe accadere se non una rottura?

Una separazione potrebbe essere inevitabile e pur tuttavia, dopo un periodo di regressione ricostruttiva si potrebbe scoprire che, la realtà si rivela essere liberatoria.

Il partner compagno di vita

In una storia di coppia, ove l’obiettivo è costruire una relazione duratura, quindi per la vita, la storia stessa, passa attraverso le fasi precedenti e reagisce alle trappole, non seguendo il suggerimento di Frida.

La coppia, ove uno dei due ha un desiderio oppure un bisogno, lo esprime, ne discute e naturalmente nessuno si sogna di prendere decisioni unilaterali.

Una coppia che si ama, e quindi che non ‘crede’ di amare, non sparge briciole di tanto in tanto, ma si impegna seriamente in un progetto che teoricamente lo coinvolgerà per tutta la vita.

La psicoterapia come supporto

Per entrambi le coppie, un supporto terapeutico potrebbe essere necessario proprio per interrompere l’eventuale ripetersi di situazioni simili.

Il partner inconsciamente non riesce ad uscire dal solo coinvolgimento del gioco potrebbe trarre giovamento nel chiarire questa sua modalità ripetitiva e supportarlo nel possibile cambiamento.

Per l’altro, che al contrario continua a scegliere solo compagni di gioco, mentre vorrebbe un compagno di vita, la psicoterapia potrebbe essere utile per comprendere il circolo vizioso che lo porta a fare sempre le stesse scelte, che alla fine risultano essere errate e dolorose.

Vale sempre, in particolare nel secondo caso, che nella scelta del partner si dimostra quasi sempre di non conoscere l’animo umano.

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