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Perdita della connessione amorosa

Perdita della connessione amorosa

Entanglement amoroso

La fisica quantistica applicata all’amore.

Conoscete tutti la formula di Dirac? La formula che Paul Dirac, il matematico inglese, che la scrisse nel 1928 e definita da allora come  “la più bella formula al mondo”.

Sono certo che almeno una volta l’avete vista. Eccola

La formula di Dirac

Questa equazione descrive quanto segue:

se, per un certo periodo, due particelle interagiscono tra loro, e poi vengono separate, smettono di essere due cose distinte, ma da allora condividono alcune proprietà.

Quindi, finchè rimangono isolate da altre particelle, si autoinfluenzano a vicenda. Vivono l’una per l’altra. Se invece interagiscono con altre particelle tornano ad essere indipendenti.

Esattamente ciò che accade a due soggetti che si incontrano e si innamorano.

Quindi ciò che lega la coppia è la connessione. Se manca, la coppia, scoppia!

Perché le coppie scoppiano

Le coppie scoppiano per i soliti problemi: figli, soldi, sesso, …

A causa di questi aspetti disattesi, si fa riferimento, come causa, ad una comunicazione inefficace ove entrambi i partner, sostengono che l’altro deve cambiare.

Sicuramente è vero ma solo nella misura in cui vediamo la punta dell’iceberg mentre i veri problemi sono sotto.

Il vero problema, riprendendo la formula di cui sopra, è che si sono disconnessi, emotivamente disconnessi.

La disconnessione avviene da entrambi oppure da parte di uno dei due.

Durante il periodo della disconnessione i partner sono bloccati. I loro sentimenti gravitano tra due poli, quello della frustrazione e quello del risentimento.

La discussione, se se ne innesca una, è caratterizzata da aggressione, oppure ritiro dalla stessa.

Queste modalità sono schemi condizionati (a cui quindi difficilmente si riesce a sottrarsi)  generano tre situazioni: incomprensione, giudizio, rifiuto. Queste situazioni a loro volta fanno aumentare la disconnessione e diminuire il rispetto.

Durante la disconnessione, i partners si fanno infinite domande, domande difficili da fare e a cui dare una risposta (in funzione di quanto è intenso il conflitto); queste domande fatte o solo pensate, evidenziano una tensione tra due poli: da un lato quando ci si sente sicuri nella relazione di coppia; dall’altro quanto si teme la rottura della relazione di coppia.

Molti studi scientifici sulla terapia di coppia hanno abbondantemente evidenziato il ruolo della responsività emotiva.

La responsività in fisiologia esprime la capacità che ha l’organismo di adattarsi all’ambiente.

All’interno della coppia, la responsività emotiva rappresenta nella relazione, ciò che costruisce oppure ciò che spezza.

Le fortunatissime coppie stabili, anche se discutono, poi sanno anche come ristabilire la connessione emotiva; sanno insomma come risintonizzarsi.

Il segreto della continua sintonizzazione, del rimanere cioè sempre connessi, viene dal fatto che queste coppie riescono sempre a trovare  anzi a ritrovare, il contatto amorevole, e quindi a ritrovare la fiducia.

Panico primordiale della coppia

Quando decidiamo di volere un partner e finalmente lo troviamo, questi diventa il rifugio della nostra vita.

Quando siamo disconnessi, il nostro partner non è più disponibile oppure non risponde più alle nostre richieste e ai nostri bisogni; il nostro mondo emotivo esplode. Tutto ciò che emotivamente ci circonda è caratterizzato da rabbia, tristezza, dolore e … paura.

Ovviamente questo accade quando noi facciamo un affidamento totale.

Sono stati fatti numerosi studi utilizzando la Risonanza Magnetica e tutti confermano che quando una relazione, considerata primaria viene in qualche modo minacciata, il nostro cervello reagisce con un panico primordiale.

Isolamento e il senso di perdita all’interno della coppia

Esistono strategie che, se diventano automatiche, inevitabilmente provocano dei blocchi  nelle dinamiche relazionali della coppia che non possono che diventare disfunzionali e quindi dominare negativamente sulla relazione stessa.

Queste strategie, aumentano le difese e sono ulteriormente distanzianti e creano risentimento.  La chiusura difensiva produce sempre una maggiore distanza che conduce inevitabilmente alla soluzione finale: rinunciare alla relazione.  

Come si guarisce

La guarigione avviene attraverso la riconnessione. Quando le proprie difese vengono deposte, allora torna ad aumentare il livello di reciproca empatia.

La chiave è e rimane sempre quella della connessione (entanglement) che però deve essere stabile e non fluttuante. Mantenere stabile la connessione, implica uno sforzo enorme da parte di entrambi. Ogni fuga egoistica mette a rischio la stabilità.

Ecco la psicoterapia di coppia può diventare uno strumento utile per ristabilire quella reciprocità andata persa.

Ma perché la coppia perde la connessione

Ammettendo che la connessione sia stata stabilita, e non è certo scontato dal momento che le coppie, ognuno per proprio conto, potrebbe avere delle remore al lasciarsi andare completamente. In fondo fidarsi e affidarsi è un rischio enorme in termini emotivi.

Quindi, ammettendo che dopo un periodo iniziale si riesce a stabilire questa connessione, il rischio per la coppia viene rappresentato dalla perdita di questo collegamento.

Le due particelle, una volta entangled, rimangono connesse per sempre ammeno che non vengono influenzate da altre particelle.

La coppia, fatta di esseri umani, è certamente più complessa di una singola particella, quindi anche le dinamiche lo sono.

Abbiamo quindi tantissime possibilità ma, sperando di non banalizzare, ne vorrei trattare solamente due e cioè:

  • i vari ti amo, in realtà non esprimevano il vero

La coppia, pur dicendosi continuamente: ti amo, in realtà non si amano. Il partner che si è disconnesso, oppure quello che tende a disconnettersi di più, pur essendo convinto di essere innamorato, in realtà (inconsciamente) non lo è veramente, forse perché le remore di cui sopra, ancora ci sono.

  • Pur amando con convinzione, il partner che si disconnette più spesso, non è ancora pronto per una relazione.

In questo caso, non essere pronti per una relazione, spesso vuol dire essere ancora implicati in qualcosa di cui non ci si è ancora liberati.

Oppure, ci si è totalmente liberati di storie del passato, ma la eventuale ferita non si è ancora totalmente rimarginata e inconsciamente, il colpo narcisistico subito ci costringe a restare ancora in noi stessi e quindi non ci vede ancora pronti a stabilire e mantenere la connessione in una nuova storia.

Quindi, il partner che tende a disconnettersi, farebbe bene a ‘guardarsi dentro’ e scoprire quale delle due possibilità stia giocando e regolarsi di conseguenza.

Nel dubbio, questo approfondimento può essere fatto con l’aiuto di un professionista

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