Che differenza c’è la depressione e la tristezza

Qual è la differenza tra la tristezza e la depressione?

Qual è la differenza tra la tristezza e la depressione?

Insomma, sono triste oppure depresso? qual è la differenza tra la tristezza e la depressione.

Spesso, nella quotidianità si tende ad equiparare le due situazioni, a trattarle cioè come sinonimi.

Eppure le due situazioni sono completamente diverse.

Ecco quindi che conoscerne le differenze diviene utilissimo perché in caso di depressione occorre chiedere un certo tipo di aiuto, mentre per la tristezza la situazione è diversa. La depressione è una malattia grave e in alcuni casi gravissima.

Cosa è la tristezza

La tristezza è una emozione come ad esempio la felicità oppure la gioia. Può essere provata sia in una condizione normale che in casi estremi (perdita di un affetto, un lutto, un abbandono, …). La tristezza è una delle sei emozioni  ossia, la felicità, il disgusto, la paura, la sorpresa, la rabbia.

Gli essere umani provano emozioni, quindi anche la tristezza. Lasciatemi dire che, a volte, può capitare di essere tristi. 

Quando la tristezza viene confusa con la depressione

Ci troviamo in situazioni ove potrebbe essere riduttivo se non addirittura sbagliato parlare di tristezza.

Quando ad esempio, il dolore è estremo, insopportabile, quando la stanchezza non passa, anzi, tutto viene percepito come stancante, quando il tempo, che si dice è galantuomo, non aiuta a lenire la sofferenza, quando ci sentiamo confusi, tutto è difficile, quando passiamo molto tempo a dormire e la mattina non vogliamo lasciare quel letto che somiglia più ad un sudario,  ecco, se questa è la situazione, ci troviamo ad affrontare qualcosa di molto più serio della tristezza.

In questo caso, forse stiamo soffrendo di depressione.

Cerchiamo di vedere in modo più specifico le differenze tra tristezza e depressione, con l’obiettivo di fare maggiore chiarezza tra un’emozione (la tristezza) ed uno stato patologico (la depressione).

Quali sono in punti salienti per distinguere tra la tristezza e la depressione

Difficoltà legate al pensiero, alla attenzione, alla concentrazione

Tristezza

Chiunque di noi ha avuto momenti di tristezza e quindi tutti sappiamo come è difficile concentrarsi e mantenersi focalizzati su attività specifiche. Questo accade perché i pensieri e le eventuali preoccupazioni  sono legati alle cause che hanno determinato la nostra tristezza.

Si tratta quindi delle cause descritte sopra ed hanno un effetto temporaneo. Con il passare del tempo la tristezza passa e la nostra mente (e quindi i nostri pensieri) riprende la vitalità preesistente e quindi riusciremo a tornare ad essere concentrati, a ricordare cose che in quei momenti facevamo fatica e  ad essere focalizzati e attenti sulle normali attività della nostra quotidianità.

Depressione

Nella depressione, al contrario, l’influenza sulle nostre capacità cognitive ha un riflesso di tutt’altro spessore. Ecco che ci troviamo a sperimentare che tutto diviene difficile, anche le cose più semplici (leggere un messaggio, prenotare un treno, fare due conti), incredibilmente divengono impossibili.

Tutto diviene più complicato e in alcuni casi impossibili come decidere, restare attenti, ragionare, …

Continui pensieri legati al suicidio

Non voler più vivere, ripeterlo continuamente, ed avere di conseguenza pensieri suicidari, non esprimono tristezza, esprimono un pericoloso sintomo di depressione. Come vengono questi pensieri?  Come risultato di un lento ma costante movimento verso il lato più oscuro caratterizzato dalla perdita di ogni speranza e dal continuo scarso valore che il depresso si attribuisce.

La persona triste, non pensa al suicidio, anche se il livello di tristezza è profondo. Quindi questo pensiero, è un chiaro sintomo che caratterizza una depressione e naturalmente, va preso in serissima considerazione.

Quindi se tu hai questi pensieri, o persone vicino a te esprimono pensieri analoghi, il suggerimento è di cercare aiuto e cercare di non lasciare sola la persona in questione. Chiedere aiuto, non è un segno di debolezza, mai.

Anzi, chiedere aiuto richiede coraggio e determinazione.

Cause apparentemente inesistenti

Sia i depressi che le persone tristi hanno, inevitabilmente un umore basso o molto basso. Le cause però sono diverse.

Tristezza

La persona triste ha un umore basso come conseguenza più o meno diretta di un fatto (o una serie di fatti) che sono accadute.

Fatti come: fine di una storia amorosa, licenziamento, un  lutto, un trasferimento, un frustrazione lavorativa,  …

Depressione

Per il depresso, potrebbero non esserci cause specifiche. Improvvisamente tutto diventa difficile, tutto sembra meno chiaro, non si capisce cosa succede, ma una cosa è certa: c’è un abbassamento notevole dell’umore e se ne ignorano le cause.

Le persone depresse, interpretano  gli eventi  sulla base di una interazione complessa tra emozioni, pensieri e relativi comportamenti che potrebbero dare la sensazione di tristezza, ma che però non si è assolutamente in grado di capire o decidere il ‘cosa’ ha scatenato la sintomatologia depressiva.  

In altre parole la depressione potrebbe essere stata scatenata da tutto oppure nulla; se ne ignorano le cause la cui ricerca è destinata spesso al fallimento. Quindi, quando una persona è triste, sa bene perché; il depresso non lo sa ma sa solo che sta male.

I pensieri di quelle persone che soffrono di depressione, spesso risultano essere confusi, ripetitivi, poveri, scarni, … la vita va al rallentatore, tutto viene percepito come stancante, ci si sente infatti terribilmente stanchi, si percepisce una totale perdita di energie, e i movimenti sono rallentati.

Disturbi del sonno

La depressione favorisce l’insonnia, e l’insonnia favorisce la depressione, insomma c’è una stretta correlazione tra insonnia e depressione.

Tristezza

Chi abitualmente dorme bene, avrà certamente provato un po’ di insonnia se ci troviamo in uno stato alterato di coscienza (qualche problema, una lite, un abbandono, …). Le persone tristi per motivi specifici posso sperimentare momenti di insonnia. Accade in genere per qualche notte ma una volta risolto ciò che ci ha turbato, il ritmo sonno veglia riprende il suo abituale corso. Tutto questo è normale.

Depressione

Così però non è per la depressione. Infatti in questo caso il sonno risulta disturbato e potrebbe perdurare anche per lunghi periodi. Ciò che abitualmente accade, è che si ha una tremenda difficoltà ad addormentarsi, per poi svegliarsi nel cuore della notte.

Se questa situazione perdura, la variabile tempo va monitorata, dal momento che se dura tanto, il corpo ne risulta debilitato. Il fisico, senza sonno, non può resistere per molto tempo. Infatti se l’insonnia persiste, avremmo stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, …

Se la persona è depressa, lo è da diverso tempo e quindi ha difficoltà nello svolgere le cose più elementari, si innesca un pericoloso circolo vizioso fatto di inattività, stanchezza, a cui segue anche una mancanza di riposo come conseguenza dell’insonnia. Insomma, il quadro clinico si complica.

Quindi, se l’insonnia perdura, per un apparente tristezza, attenzione perchè potrebbe essere invece depressione. Questo è un altro elemento che ci aiuta a comprendere meglio la differenza tra la tristezza e la depressione.

Azioni senza energia né interesse

Tristezza

Quando siamo tristi per qualsivoglia motivo, si perde interesse per quasi tutto. Tuttavia, leggere un libro o vedere la tv, ci da l’opportunità di avere un temporaneo sollievo.

Un telefonata di un’amica, una passeggiata, un drink al bar con amici, spesso aiutano a sollevarci. Come diceva Fichte, ‘l’azione rende felici’, così sembra e poi realmente accade. Le persone tristi, trovano un momentaneo giovamento dall’azione (drink, telefonata, passeggiata, lettura di un libro, etc).

Depressione

Con la depressione, invece, le cose cambiano. La completa perdita di interesse è generale, totalizzante, paralizzante, … Tutte quelle attività  che prima davano piacere, ora sono prive di interesse. Per queste cose, non esistono più pensieri né sentimenti piacevoli.

Quindi se oggi non provi più piacere per una cosa che prima erano piacevoli, potresti essere depresso.

Un altro sintomo della depressione è l’abulia, ovvero la mancanza di volontà ed energie per qualsiasi attività. Non ci va di fare nulla. Anche prepararsi il pranzo, o, più semplicemente un caffè.  

Autocritica, svalorizzazione,  nessuna speranza del futuro

Tristezza

I motivi che hanno determinato la nostra tristezza potrebbero determinare sentimenti di colpa, disistima verso se stesso, sentirci inadeguati, la convinzione che ci attende un futuro tutt’altro che roseo.

Questi pensieri però vengono parzialmente mitigati dalle parole consolatorie di amici e parenti che ci offrono quel supporto necessario per superare un momento difficile. Il loro intervento è spesso utile dal momento che a volte riescono a farci vedere le cose da una prospettiva diversa. Una prospettiva più rassicurante e benevola molto utile a trasformare i pensieri negativi in altri più costruttivi.

Depressione

Anche in questo caso, come nei precedenti, quanto detto per la tristezza non si applica per la depressione.

La persona depressa, si critica aspramente e quasi sempre senza appello, ha forti e insanabili sensi di colpa, ha la percezione che nessuno abbia compreso e quindi riconosciuto il proprio valore, percepisco di non avere uno scopo, è straconvinto che nessuno possa veramente essere utile e che nessuno quindi sia in grado di aiutarci ad affrontare un futuro che non c’è, ebbene tutte queste sensazioni che per il depresso sono realissimi, fanno si che nessuno e nessuna parola possa essere in grado di cambiare questo stato di cose.  

Anche in questo caso la differenza tra la tristezza e la depressione, risiede da una parte dal fatto che c’è una situazione di tristezza che è solo transitoria, mentre nella depressione non esiste il concetto di transitorialità bensì quello di cronicità. 

Disturbi dell’alimentazione (perdita appetito e perdita peso)

Tristezza

Cosa succede al tuo appetito quando sei triste, oppure quando una brutta notizia ti ha reso triste? Normalmente accade che passa l’appetito, oppure al contrario, si esagera con il cibo, quasi come una sorta di reazione paradossale.

La tristezza può determinare un’alterazione delle abitudini alimentari e in persone particolarmente sensibili può determinare anche un cambiamento del proprio peso corporeo.

Tuttavia, anche in questo caso, la situazione è transitoria, dal momento che in seguito, tutto torna alla normalità.

Depressione

Nella depressione non assistiamo ad un principio di transitorialità. La sregolatezza alimentare può durare anche a lungo. Come nel sonno, gli effetti sul corpo sono più marcati e si potrebbe assistere anche ad un potenziamento degli altri sintomi.  Cambiamento del peso corporeo significativo, diminuzione dell’appetito, sono tutti allarmi che non vanno sottovalutati.

Tristezza e depressione – conclusione

Spesso sentiamo parlare di tristezza e di depressione come fossero una faccia della stessa medaglia, ma come abbiamo visto non è proprio così che stanno le cose.

Le parole sono segni sintetici di uno stato psicologico ma i sentimenti di solitudine, disperazione, infelicità, … hanno un impatto notevole sulle persone che se sono caratterizzate dalla transitorialità c’è poco da preoccuparsi.

Quando invece il fattore tempo diviene cronico e ci troviamo a fronteggiare situazioni caratterizzate da una tristezza persistente e grave, ebbene potremmo trovarci in presenza di una malattia molto grave, la depressione,

Condividi questo articolo sul tuo social network preferito