Cura  dell’Ansia e degli Attacchi di Panico

Soffri  di attacchi di panico, oppure di attacchi di ansia, e cerchi un aiuto a Roma?

 Ci sono molti esperti in materia, tutte persone che dopo il percorso di laurea, si sono specializzate (esistono molte diverse scuole di specializzazione) e sono in grado di affrontare con successo il problema dell’ansia e degli attacchi di panico.

Ogni professionista quindi ha un suo specifico approccio alla risoluzione del tuo problema, e ritengo sia importante individuare quello che più si avvicina al tuo modo di essere e di pensare.

In questo momento hai un problema esistenziale difficile che richiede la massima attenzione e possibilmente tempi veloci che ti permettano al più presto di riprenderti la vita.

Io, come gli altri colleghi, utilizzo una modalità che mi ha permesso di risolvere molte situazioni simili alla tua e di seguito illustrerò il mio modo con cui approccio il problema.

Ovviamente il ‘percorso’ è generico, ma diventerà specifico nel momento in cui conoscerò la tua storia ed avrò familiarizzato con il tuo modo di essere ma, in linea di massima, questa modalità è stata condivisa da molte persone che ho seguito.

1 –  Gli Attacchi di Panico (AdP) come si manifestano e come riconoscerli

Quando qualcuno mi espone una situazione tipica degli AdP, chiedo solitamente quando è accaduto, cosa si stava facendo e cosa è accaduto nei giorni precedenti gli attacchi stessi.

Ebbene, quasi tutti coloro che hanno attacchi di panico mi dicono che:

 Accadono all’improvviso;

Non durano molto ma si è percepita una situazione simile all’angoscia;

i pensieri associati, in quei momenti sono caratterizzati dalla paura di morire, dalla sensazione di una catastrofe imminente, pensieri di paura, terrore, preoccupazioni prive di senso, etc.

Nel corso di un attacco di panico si possono sperimentare molti sintomi tra cui:

sensazione di avere il cuore in gola, avere il battito irregolare, palpitazioni, tachicardia, …

Paura di: morire, impazzire, perdere il controllo, …

Vertigini, capogiri, instabilità, sbandamento, disorientamento, intensi tremori, …

Vampate di calore, brividi, sudorazione abbondante, …

Nodo alla gola, sentirsi soffocare, …

Dolori alla pancia, al petto, alla testa, …

 Sentirsi lontani dalla realtà, fuori dal corpo, storditi, testa ovattata, …

Sentirsi paralizzati, formicolio alle mani e/o a piedi, intorpiditi, ..

 Disturbi allo stomaco e all’intestino, minzione continua, nausea, vomito indotto per scaricare l’ansia …

2 – Individuare le cause degli attacchi di panico  

Dopo aver compreso come avvengono gli attacchi di panico, si cerca di capire perché si hanno attacchi di panico. Si cerca cioè di capirne le cause. La percezione che se ne ha è descritta quasi sempre con: ’è venuto così, all’improvviso, senza nessuna causa apparente’.

Ma non è così, c’è sempre una causa o una serie di cause che li scatenano. Le cause o le concause possono essere: 

Esperienze passate o recenti  interiorizzati come traumi ma che non sono stati elaborati efficacemente;

fatti o eventi percepiti come minacciosi ma che minacciosi non erano; quindi, percepiti in modo disfunzionale come ad esempio situazioni, persone, contesti che vengono viste come impossibili o difficili da gestire;

strategie per controllare l’ansia inefficaci e che, grazie alla loro inefficacia rischiano di diventare più intensi e deleteri.

3) strategie efficaci per gestire e contenere gli attacchi di panico

In questa fase viene riconosciuta e valutata l’efficacia oppure la non efficacia delle azioni intraprese per fronteggiare gli attacchi di panico. Le soluzioni non efficaci vengono sostituite con altre più funzionali.

Ricordiamoci che gli attacchi di panico, possono, nella fase acuta, divenire frequenti. Se tentiamo di controllare l’ansia si rischia, con strategie inadeguate, di aumentare il livello di ansia ed avere quindi veri e ripetuti  attacchi di panico caratterizzati da:

  • Evitamento

Evitiamo i luoghi, le persone, le situazioni che sono percepite come ansiogene. Attraverso questa modalità le persone non escono, non vanno al cinema, nei ristoranti, alle mostre, in chiesa, nelle piazze, … limitando la propria e altrui vita isolandosi dalla vita sociale.

Tale isolamento peggiora in modo grave lo stato di salute perché introduce altri elementi ansiogeni come la solitudine.

  • Ansia anticipatoria

Legate al futuro (che non esiste) tipo: quando e in quali situazioni avrò un nuovo attacco di panico.

Questo tentativo è inefficace perché paradossalmente si vuole controllare l’ansia che invece aumenta proprio perché prestiamo attenzione ai sintomi (possibili) che però, al momento del controllo non esistono; quindi, assistiamo ad un paradosso: aumenta l’intensità e in tal modo aumentiamo il rischio che l’ansia che si prova, esploda un attacco di panico che potrebbe essere anche devastante.

  • Trattamento farmacologico

La terapia contro gli attacchi di panico, in alcuni casi potrebbe trovare giovamento grazie all’uso di farmaci specifici. La comunità scientifica sostiene che il trattamento combinato (psicoterapia – farmaci) ha maggiore efficacia, ad esempio, del solo trattamento farmacologico.  

Riepilogo

Attraverso la psicoterapia (io seguo il modello Junghiano) è possibile:

gestire meglio (perché riconosciute e accettate), tutte quelle situazioni difficili che portano ad un aumento dell’ansia, che nei casi più gravi sfociano negli attacchi di panico.

Imparare modi più efficaci per gestire sintomatologie ansiose e apprendere come trattare più efficacemente gli attacchi di panico.

Sviluppare in modo creativo nuove modalità che permettano una gestione dell’ansia e naturalmente anche degli attacchi di panico, tali da consentire una vita sociale più congruente con il contesto, le situazioni che in precedenza creavano impedimenti dovuti agli esagerati livelli di ansia.

Ricondurre l’ansia ai suoi naturali livelli, ovvero quei livelli che permettevano all’ansia fisiologica di predisporre il corpo e la mente alle quotidiane sfide nel lavoro, negli studi, nella vita di relazione, nello sport, nello svago, … risolvendo infine tutte quelle situazioni ove la paura la faceva da padrone,  e recuperando quel necessario e indispensabile senso di fiducia che accompagnava e accompagnerà nuovamente tutte le fasi della vita.

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