Harry Potter e la psicologia Junghiana

la lotta del bene contro il male

Scontro tra Harry Potter e Voldemort: battaglia dell’eroe contro la propria ombra

In questo articolo cercherò di riportare il significativo parallelismo tra il pensiero di Jung e gli insegnamenti contenuti all’interno della saga potteriana.

L’obiettivo è quello d’introdurre una finestra propositiva, una chiave di lettura diversa per stimolare l’ approfondimento sul tema della lotta dell’eroe contro l’Ombra, della lotta appunto di Harry Potter contro Voldemort.

Questo articolo è introdotto da un mio breve video relativo al rapporto con la propria Ombra

L’archetipo dell’Ombra

Che cos’è l’Ombra? Chi è Voldemort?

Jung ci ha spesso parlato degli archetipi (e del loro significato) ma, relativamente a questo articolo, ci soffermeremo sull’archetipo dell’Ombra, ovvero del lato oscuro dell’uomo.

Riguardo l’Ombra Jung afferma:

“Abbiamo dentro di noi un’Ombra, un tipo molto cattivo, molto povero che dobbiamo accettare”, “…l’Ombra è una presenza nota ma repressa”, “…l’Ombra è ciò che uno non vorrebbe mai essere”

L’ Ombra di cui parla Jung, nella saga potteriana è Voldemort infatti, sia in Jung che nella saga, il tema centrale è la ricerca della vera identità.

La crescita personale ed il benessere psicologico, dipendono sempre dalla capacità della persona di portare alla luce le proprie ombre, grazie a questo atto di coraggio inizia il lavoro che serve a guarire e a far ritrovare calma e benessere.

Dopo aver visto, conosciuto e combattuto l’Ombra (=Voldemort), l’eroe (=Harry Potter) può tornare al mondo ordinario.

La lotta contro la propria Ombra

Per Jung l’ uomo nel suo percorso di vita deve combattere contro la propria Ombra ed allo stesso modo nella saga potteriana il destino del nostro eroe è combattere il male e morire lui stesso per strappare via da se questo frammento oscuro e poi risorgere.  

Lotta contro i propri aspetti negativi

Il messaggio terapeutico veicolato è che l’ uomo deve combattere contro gli aspetti negativi di sé, se vuole avvicinarsi alla propria vera identità, per diventare maghi ci si deve liberare dalla mentalità cristallizzante babbana, come gli zii babbani di Potter i Dursley che:

“erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante”.

‘Datemi una persona normale ed io la curerò’ (CGJung)

Combattere contro la propria Ombra non è semplice, Harry Potter trova mille difficoltà nello scontro continuo con il suo rivale ed in proposito citiamo Jung che dice che chi tende a guardare solo se stesso, rischia, ahimè, d’incontrare solo se stesso.

Questo perchè lo specchio non lusinga come vorremmo, ma non può far altro che riflettere ciò che vede, ovvero quella parte di noi che non mostriamo al mondo perchè la celiamo dietro una maschera (la persona), la maschera dell’attore.

L’incontro con se stessi (un tipo di introspezione da cui spesso si tende a fuggire), appartiene, come dice Jung, a quelle cose spiacevoli che tutti noi (quanti di noi si guardano negli occhi davanti allo specchio?) tendiamo ad evitare.

Decidere cosa si vuol essere

Nella saga potteriana il protagonista prova un profondo dolore quando diventa consapevole che dentro di sé parassita una porzione dell’ anima nera del suo rivale.

Harry si dispera ma in quei momenti di sconforto entrano in scena molti personaggi che parlano della scelta, ovvero della libertà che continuamente si ha di decidere ciò che realmente si vuole essere.

Il Professor Silente, principale Guida e Mentore  di Potter ci dice che le nostre scelte mostrano ciò che siamo veramente molto ma molto di più delle nostre capacità.

Altrove, il Padrino di Potter Sirius Black ci confida che abbiamo dentro di noi luce  e oscurità e ciò che conta alla fin fine, è solo quella parte con cui abbiamo deciso di agire.

Il Professor Silente, che non poteva essere da meno, ci illumina sul fatto che non importa quanto siamo simili (Harry e Voldemort), ma 

quanto non lo siate” (Harry Potter e l’ Ordine della Fenice).

La scelta dunque è necessaria perché se non si combatte contro la propria Ombra, si diventa burattini in balia delle sue correnti  infatti, Jung afferma che se non comprendiamo le immagini dell’inconscio vivremo una vita dolorosa perchè il nostro compito è di:

“Rendi cosciente l’ inconscio altrimenti sarà l’ inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

La lotta contro l’Ombra

Sia in Jung che nella saga potteriana è centrale il tema del combattimento con l’Ombra ed in più passaggi il messaggio è sempre: il destino dell’ uomo è combattere contro se stesso perché nel percorso chiamato vita, l’uomo deve avvicinarsi il più possibile alla sua vera identità anche se il lato oscuro continuerà comunque ad essere presente ma fino alla fine l’uomo è chiamato  a scegliere la luce o l’ oscurità che ha dentro, infatti Jung afferma:

“Il nostro compito nella vita è di accettare nella nostra interezza ed integrare la nostra Ombra nella personalità per renderla cosciente e lavorare su di essa, affrontandola faccia a faccia. Trascurarla e permetterle di continuare ad operare nel suo universo incosciente, può privarci dell’equilibrio e dell’ opportunità di essere felici”,

 sempre a tal riguardo riporto le parole del Professor Silente:

“Combattere e combattere di nuovo e continuare a combattere perché solo così il male può essere tenuto a bada, sebbene non verrà del tutto sradicato”.

Nella lotta contro il proprio nemico interno bisogna sempre:

“Dover scegliere tra ciò che giusto e ciò che è facile” (Harry Potter e il Calice di Fuoco) perché è il solo modo per essere veramente liberi e libertà significa poter affermare:

“Non sono quello che mi è successo, sono quello che ho scelto di essere” (Jung).

Come operare il cambiamento verso il bene

Il fortissimo messaggio terapeutico che arriva dalla saga potteriana è che il cambiamento è possibile se la scelta è costante, infatti, anche se un pezzo dell’ anima dell’Oscuro Signore vive parassitando in Potter, il nostro piccolo mago si differenzia dal suo antagonista grazie alla scelta, infatti Harry, pur avendo nel suo cuore il male, sceglie costantemente il bene.

Jung sostiene che:

“La nostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’ esterno sogna, chi guarda all’ interno apre gli occhi”.

Nella saga potteriana chi ha aiutato Harry ad avere una visione chiara?

Harry Potter arriva da solo senza amici sul treno per Hogwarts  (viaggio iniziatico verso se stessi) ancora troppo carico della mentalità babbana.

Da questo momento in poi entreranno a far parte della sua vita persone che lo aiuteranno a “guardare all’ interno e ad aprire gli occhi”.

Primo tra tutti il Professor Silente, poi i suoi inseparabili amici Ron ed Hermione, poi il suo Padrino Sirius Black, poi ancora alcuni professori ed allievi di Hogwarts e creature magiche che avranno il compito di guidare Harry sempre nella giusta direzione, strada che lo avvicina sempre di più alla sua Vera Identità.

Come contrastare il male

Il destino di Potter, così come quello di ogni uomo che combatte contro la propria Ombra, è contrastare il male, cioè Voldemort perché in realtà il  destino dell’ uomo è scoprire che:

“è egli stesso ciò che è venuto a cercare, il Suo Vero Sè”,

infatti è solo con il viaggio ad Hogwarts (Viaggio nell’ Io) anche se  doloroso che, grazie alle giuste Guide, ai giusti Mentori, ci si può liberare da sfaccettature di personalità che ci limitano, infatti ad Hogwarts Potter sconfigge Voldemort e solo ad Hogwarts, come dice l’Inno della Scuola di Magia, ci si può liberare la testa, sostituendo in essa:

 “le idee deliranti e le mosche morte con cose ed idee interessanti”.

Per avviarsi dunque sul proprio sentiero di crescita cosa deve  fare l’uomo?

Nutrire i giusti desideri, desideri che però devono stare in linea con il percorso di crescita della persona perché quando questo non succede questi desideri diventano vere e proprie ombre, impedimenti che bloccano il processo evolutivo.

Quest’ultima riflessione mi è stata suggerita da un’amica potteriana che al riguardo mi ha parlato dello specchio magico di Hogwarts, cioè lo Specchio delle brame.

Lo Specchio delle brame infatti è uno specchio che ha la proprietà di mostrare quello che si desidera più profondamente e più irresistibilmente nel cuore, infatti la scritta sullo specchio dice:

 “non rifletto il volto ma il cuore”.

Harry Potter vede riflesso in questo specchio l’immagine dei genitori morti perché riportarli in vita era il suo desiderio più intimo e profondo. 

Il Professor Silente mette in guardia il protagonista dicendogli che rimaner seduti a fissare lo spettro di qualcosa di irraggiungibile lo danneggia, infatti un desiderio sbagliato che sembra un bel sogno, può diventare qualcosa che ci limita e che ingrandisce l’ Ombra che ci portiamo dentro.

Infatti, il messaggio che viene trasmesso attraverso le scene dello Specchio delle brame è che:

“ è giusto tener stretti i propri sogni ma arriva un momento in cui restare aggrappati ad essi se sono limitanti per la crescita diventa inutile ed addirittura dannoso, infatti questi desideri-ombra come le immagini riflesse su questo specchio seducono ed ammaliano ma non rendono felici”. (B. Amica potteriana).

I giusti desideri camminano dunque di pari passo con la consapevolezza, infatti Jung afferma:

“Abbiamo bisogno di più consapevolezza della natura umana, perché l’ unico pericolo reale che esiste è l’ uomo in se stesso”

e nella scena dello Specchio delle brame in cui Silente parla a Potter questo lo si vede chiaramente, infatti grazie alla guida del Professor Silente, Potter prende consapevolezza della propria natura.

Il Professor Silente lo rende cioè cosciente della luce e dell’ ombra che alberga nel cuore del protagonista Harry e come dice Jung:

“Chi percepisce contemporaneamente la propria ombra e la propria luce vede se stesso da due lati ed in tal modo raggiunge il centro”.

Concludo con le parole che il Professor Lumacorno rivolge ad Harry, come consiglio per tutti noi nell’appassionante avventura chiamata vita:

Non c’è luce senza oscurità e così è con la magia, personalmente io lotto sempre per vivere nella luce. Ti consiglio di fare altrettanto!” (Harry Potter e l’ Ordine della Fenice).

A cura della d.ssa Donatella Costanzo

Per maggiori approfondimenti sull’argomento suggerisco la lettura del libro:

Storytelling terapeutico, attraverso la saga potteriana: la storia magica che guarisce i bambini,

edito da LuLupress,Inc-ISBN978-1-387-48810-0, scritto da Donatella Costanzo.

 

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