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Correre troppo al primo appuntamento

il bacio al primo appuntamento

Al primo appuntamento abbiamo corso troppo

C’è il tempo per tutte le cose, quindi anche in amore. Usciamo per la prima volta con una persona, conosciuta sui social, oppure ad una festa con amici. Ci si da un appuntamento, il primo, e si va a cena che si svolge con molta armonia e complicità. Finita la cena, si esce e si va a spasso per la città.

Ci viene normale prenderci per mano, e poi capita che ci scappa un bacio a cui ne seguono molti altri.

Poi, al mattino, l’altro ci manda un messaggio dicendo che abbiamo corso troppo e sparisce.

Un bacio al primo appuntamento?  

Il primo incontro tra due possibili partner viene vissuto diversamente, in funzione del sesso, delle aspettative, dell’educazione, delle abitudini, delle resistenze, …

Comunque la si metta, in linea generale, uomini e donne hanno approcci diversi. Questa diversità, relativamente al contatto fisico, fa si che l’uomo lo accetta più volentieri della donna che, al contrario, tende ad esser più riflessiva e più prudente.

Il primo appuntamento rappresenta sempre una grande sfida, in particolare se uno dei due è più ‘preso’. Si assiste ad emozioni che vanno da un polo all’altro (dal, … vorrei non finisse mai; al … non vedo l’ora di andarmene).

Le mani sudano, il cuore batte e nei casi positivi, entrambi vivono l’emozione e le sensazioni che vanno dal fatto che non ci si conosce ma anche dall’entusiasmo perché la cosa sta accadendo.

Ma, tornando al bacio. E’ giusto baciarsi al primo appuntamento?

Una domanda che non ha una risposta. L’unica risposta viene da ciò che sul momento si decide (salvo poi pentirsene).

Chi decide per il si, lo fa per prendere l’iniziativa, perché un bacio è comunque una scoperta, perché se l’altro ti piace perché non cogliere l’attimo, etc.

Chi decide per il no, lo fa perché ogni cosa va fatta a suo tempo, quindi senza fretta, l’intuito suggerisce di attendere, non sai se l’altro ti piace veramente, non vuoi correre il rischio di essere valutato con leggerezza, oppure perché il bacio è molto importante e va dato solo nei casi veramente tali.

Il primo appuntamento – stato d’animo

Ognuno di noi, al primo appuntamento, pone l’ansia al primo posto tra le possibili emozioni.

Al secondo posto, molti pongono la prima telefonata che si fa o si attende dopo il primo incontro. Prima telefonata che potrebbe non arrivare mai.

Il primo appuntamento è molto delicato, dal momento che tutte le aspettative che ti sei fatto su quella persona, trovano il loro banco di prova. Quante persone, al primo appuntamento, non vedono l’ora di scappare via, ma la cortesia lo impedisce?

Se si invita una persona, indubbiamente chi invita ci sta implicitamente dicendo che è interessato a fare la nostra conoscenza. Ma se il primo appuntamento non va bene, e diviene quindi anche l’ultimo, difficilmente la storia potrebbe decollare.

Quindi, in tal caso che si fa? Semplicemente la chiudiamo li.

Cosa fare o non fare al primo appuntamento

In amore non ci sono regole ma, alcuni comportamenti sono obiettivamente errati, in particolare all’inizio di una storia. Questi comportamenti troncano sul nascere una possibile storia.

Mai come in questo caso la prima impressione ha il suo peso. Quindi se l’impressione che si trae non è positiva, evitiamo di dar seguito.

Molte persone, ignorano quanto l’intuito suggerisce e spesso ci si ritrova pentiti perché ci si innamora della persona sbagliata. Quindi al primo appuntamento, in quel caso, abbiamo volutamente ignorato di vedere ciò che veramente c’era.

Una caratteristica di certe persone è quella di volere tutto e subito, si parte subito in gran velocità, correndo il rischio di non far decollare nulla.

Quindi, all’inizio, è necessario andare piano, godersi il presente e la lentezza. Vedere l’altro per quello che è e non per quello che vorremmo, forse perché abbagliati dalla sua bellezza, oppure dalla sua intelligenza..

Quali sono le cose da evitare nel corso del primo appuntamento

Le aspettative devono essere concrete. Il fatto che si esce con una persona, non presuppone che quella persona lo sia per la vita. Evitiamo quindi di farci dei film. Attendiamo e vediamo cosa veramente succede, non cosa vorremmo.

Un pizzico di mistero non guasta, quindi, al primo appuntamento, non svelare tutto e subito. E’ il mistero che ci rende desiderabili. 

Speriamo di far colpo. Naturalezza è la parola d’ordine. Evitare ogni forzatura nell’abbigliamento, nei modi, nel voler essere simpatici a tutti i costi. Si corre il rischio di essere ridicoli, di creare situazioni imbarazzanti, … il primo appuntamento deve essere tranquillo, rilassato, sereno. Ci si deve conoscere.

Mai svalutarsi oppure dar modo di far credere che non ci si reputi all’altezza di nulla. Ognuno di noi è unico nel suo genere, e ognuno di noi è abilissimo in tante cose anche se spesso lo si ignora oppure, dal momento che lo facciamo senza difficoltà, tendiamo a minimizzare.

L’altro,  non è il tuo confessore. Non raccontargli le tue disgrazie, oppure le tue disavventure. Non parlargli di come è finito il tuo matrimonio oppure non raccontargli degli ultimi 16 partner che hai avuto. Queste cose non vanno fatte mai, figuriamo poi al primo appuntamento.

Non essere sgarbato/a, brusco/a, spigoloso/a. Dimentica di avere un cellulare, anzi, spegnilo. Se invece lo fa l’altro, non sentirti autorizzato/a a fare altrettanto, ma trai le tue conclusioni

Se l’altro dice stupidaggini  oppure banalità, evita l’adulazione oppure la compiacenza. Se non ci sono punti in comune, può capitare, non fare i salti mortali per trovarli. Non dobbiamo ‘pendere dalle labbra’ del candidato partner (ma neanche dopo). Dimostriamo così, in pochi attimi di essere insicuri, e totalmente abbagliati dall’altro. Evitiamo quindi in seguito, se ci sarà, di fare continue telefonate, di essere sempre totalmente disponibili, in altre parole, impariamo a farci desiderare.

Evita di parlare, durante il primo appuntamento, dei massimi sistemi, ma neppure di cose che potrebbe essere troppo sensibili. Potresti, non volendo, toccare argomenti dolorosi e durante il primo appuntamento non sarebbe utile. IL matrimonio, il divorzio, i figli, la religione, il sesso, l’amante, etc … sono temi sensibili. Mai al primo appuntamento.

Perché i maschi tendono a correre più delle donne

I maschi corrono più veloci. Ma, proviamo a chiederci perché.

A livello scientifico, è stato da tempo dimostrato che i maschi camminano molto più velocemente delle donne.

Non c’è nessuna nota sessista o forma di ritardo culturale bensì, una conformazione corporea differente, in particolare agli arti inferiori.

Inoltre, contrariamente alle femmine, i maschi tendono ad aumentare il passo se percepiscono un disaccordo con la persona al proprio fianco.

Se ad esempio, passeggiando nel parco con la propria moglie, i discorsi suonano male, automaticamente il marito allunga il passo.

Ma non finisce qui, sembra infatti che anche il grado di intimità possa interferire con la velocità della camminata.

Se stiamo parlando con una certa intensità con una donna al nostro primo appuntamento e stiamo ad esempio in un parco, tendiamo a camminare più piano e a volte ci fermiamo pure.

Questo sembra ovvio, ma meno scontato è il fatto che a rallentare per favorire il partner, e quindi imponendosi una camminata non spontanea, è quasi sempre il maschio.

Cosa dicono le ricerche scientifiche in merito ai primo appuntamento

Non c’è una risposta scientifica, ma solo statistiche. Infatti alcune ricerche evidenziano che solo 4 donne su 10 lo ammettono; le altre 6 solo quando si sentono più fiduciose.

La medesima ricerca ci dice che tra i 18 e i 24anni, il 21% ritengono adeguato baciarsi, mentre tra i 50 e i 60 anni, la percentuale si attesta al 13%.

Oltre al bacio, c’è anche il prendersi per mano. Il 58% degli uomini, dice si; il 43% delle donne dice no. Abbracciarci e/o camminare abbracciati, siamo 12 a 36.

Il contatto fisico, invece, è preferito dalle popolazioni nordiche. Infatti ai norvegesi piace molto (56%), ai svedesi (59%), mentre in Italia solo al 48%.

Camminare abbracciaci piace al 48% degli italiani, il 62% degli svedesi e l’86% dei Norvegesi.

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