Gioco d’azzardo o ludopatia

Il gioco d’azzardo o ludopatia

Il gioco d’azzardo o ludopatia rende  prigionieri del gratta e vinci. La compulsione da gioco è la punta di un iceberg che tradisce un malessere profondo. Per guarire, bisogna scoprire la causa. 

Giocando si dimentica ma …. euro dopo euro,  roviniamo noi e la nostra famiglia

ma …. se ne può uscire.

Da: Il Giocatore, di Dostoevskij

–“…. E poi, che cosa mai potrebbero dirmi di nuovo, che io già non sappia? E sta forse  qui  il punto? Il punto sta nel fatto che sarebbe sufficiente un solo giro della ruota perché tutto cambi, e questi stessi moralisti verrebbero da me per primi (ne sono convinto) per farmi le loro congratulazioni scherzando amichevolmente. E non mi volterebbero certo tutti le spalle, come fanno ora. Mai io me ne infischio di tutti loro! Che cosa sono adesso? Uno zero. Che cosa potrei essere domani? Domani potrei risorgere dai morti e tornare di nuovo a vivere! Potrei ritrovare l’uomo che è in me, finchè non è totalmente perduto ….

Da un articolo di giornale –“…. La famiglia media italiana, taglia la spesa, riduce i costi superflui, accorcia le vacanze, si indebita di più ma non rinuncia al gioco, alla scommessa, al gratta e vinci. –Lo scorso anno (ISTAT) ogni italiano ha speso quasi 1000€ per tentare la via breve ai soldi e per quest’anno si prevede un aumento delle puntate del 2%. –Senza considerare la spesa per i giochi clandestini e non regolari, un fenomeno in crescita anche tra i più giovani, soprattutto nel gioco online, in particolare il poker

Il gioco d’azzardo: la psicologia del giocatore

Quale di queste combinazioni ha più probabilità di uscita: 1,2,3,4,5,6 oppure: 6,15,24,32,41,49?

Ma, tralasciando i numeri, e anzi, trasformando le biglie numerate in biglie colorate, ci si accorge prima e meglio che ogni biglia ha esattamente la stessa probabilità di uscita delle altre.

Per non parlare del caso che sarebbe più o meno un avvenimento che deriva da un numero così alto di cause, tra loro in mille modi diversi, da essere imprevedibile.

Inoltre nel  gioco d’azzardo ogni giocata è imprevedibile, indipendente da quella precedente, assolutamente non influenzabile, ed è l’unica attività umana in cui l’esperienza non serve.

Il gioco d’azzardo- ma allora, perchè di gioca?

Ci sono diverse ragioni: (1) Ragioni emotive: Sono diverse per ciascuno, collegate alla propria storia personale e familiare: per piacere della tensione che il gioco provoca, per il gusto della sfida, per il piacere di non pensare per un po’ di tempo, per il desiderio di offrirsi un lusso, ecc..  e (2) Ragioni razionali: Si è detto prima che il risultato del gioco non è prevedibile; quindi NON E’ RAZIONALE GIOCARE D’AZZARDO e sperare di vincere o pensare di rifarsi sul lungo periodo; Il giocatore, però, sviluppa l’illusione di saper controllare il gioco basandosi su una serie di “pensieri o credenze erronee”.

PENSIERI O CREDENZE CHE ACCOMPAGNANO IL GIOCO

Anche in questo caso, dobbiamo distingure alcune fasi e cioè: (1) PRIMA DEL GIOCO: “Oggi è una giornata fortunata, lo sento!” oppure: “Mi pare che questa possa essere una macchina fortunata, generosa…” oppure: “Quel croupier ha le mani che portano fortuna!”. (2) DURANTE IL GIOCO: “Sento che sto per vincere”, “Se non vinco è perché hanno truccato la macchina”; “Prima o poi la macchina dovrà pagare…” , “Sto perdendo ma non si può solo perdere: c’è la legge della media” (dimenticando che ogni puntata è sempre un nuovo gioco); e (3) DOPO IL GIOCO: “Non ho vinto ma devo tenere duro”; “Domani devo venire in questo bar e giocare con questa macchinetta già la mattina presto perché è carica di soldi e manca poco che me li restituisca”; “Sono molto vicino a capire come funzionano le regole delle macchinette (suoni, colori, resistenza, …)”.

Il giocatore d’azzardo patologico ha anche le sue superstizioni come ad esempio credere che alcuni stati psicologici o pensieri aiutino a vincere, oppure credere che alcuni riti o gesti possano favorire la vincita Portafortuna

Ma allora alla domanda sul perchè si gioca, si potrebbe rispondere che su questi pensieri e credenze erronee si sviluppa in tutti i giocatori una distorsione del pensiero: L’ILLUSIONE DI CONTROLLARE IL GIOCO e questa distorsione è sorretta da due motivazioni: (1) il giocatore crede di essere in grado di prevedere l’arrivo di una vincita (nega l’indipendenza degli eventi e la sua imprevedibilità) e (2) il giocatore si aspetta di vincere giocando, cioè ha la “speranza di rifarsi” (potere forte e duraturo nel giocatore).

Ma, matematicamente nel gioco, l’attesa di guadagno, cioè ciò che un giocatore può sperare di vincere su un lungo termine, è negativa. Cioè l’unica attesa è la PERDITA.

E’ MATEMATICAMENTE IMPOSSIBILE CHE UN GIOCATORE CHE GIOCHI IN MODO RIPETITIVO, RECUPERI IL DENARO PERSO.

La distorsione deriva da singole vincite che alimentano la speranza di rifarsi.

Tuttavia il giocatore ha delle qualità: è molto tenace (sa tener duro); ha molta attenzione (forse la regola è ben nascosta e bisogna stare attenti); ha buona intelligenza (combina le osservazioni fatte ed elabora ipotesi che potrebbero portare a scoprire i segreti del gioco) e inoltre, ha molto tempo da investire.

Il gioco d’azzardo: quale terapia

Il giocatore d’azzardo patologico è un soggetto che va curato ovviamente principalmente su sua richiesta oppure sulla eventuale ‘forzatura‘ che ne potrebbe fare la famiglia.

L’aiuto è fondamentalmente di natura psicologica (anche se, non è da escludere che potrebbe, almeno nelle prime fasi della psicoterapia, farsi aiutare da un supporto farmacologico – suggerito da una eventuale consulenza psichiatrica).

Si tratta di incanalare positivamente queste qualità invece che verso il gioco verso il cambiamento e il recupero di aspetti dimenticati a causa del gioco: sé stessi, una parte della propria vita, la famiglia, gli affetti, gli amici, la quotidianità…. Dobbiamo smettere di ‘dimenticare‘ (un abbandono, un lavoro, un trauma, etc) ma … tornare a vivere

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Autore dell'articolo: domenico bumbaca

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