Amore incondizionato

Amore incondizionato

L’amore incondizionato evoca automaticamente, un assoluto e cioè: senza condizioni.

Gli assoluti però, non fanno parte di questo mondo ma di quello platonico delle idee (l’essere che non è e il non essere che è). In quel mondo abbiamo la matrice universale, cioè: l’amore che giustifica se stesso.

Amore incondizionato – è raggiungibile?

Quindi, l’amore incondizionato, cioè senza condizioni, esiste solo come ideale, a cui i più volenterosi tentano di giungere anche se, di per se, è irraggiungibile. Il fatto che sia irraggiungibile però non obbliga alla rinuncia. Nell’amore umano, quindi condizionato, ci si offre reciprocamente  e questo continuo scambio, nutre l’amore e lo fa crescere.

L’affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà è determinata dalla propria capacità di amare. (Erich Fromm)

Quindi, è lo scambio che giustifica e sostiene la relazione. Nell’amore incondizionato invece, lo scambio potrebbe non esserci.

Amore incondizionato – uno scambio

Una formulazione condivisibile, potrebbe attestarsi sul fatto che in questo tipo di amore non ci si debba attendersi nulla in cambio. Una mamma (sana) ama il proprio figlio incondizionatamente (cioè, non si attende nulla in cambio). Questo, più o meno potrebbe essere il senso del termine incondizionato.

Ovviamente ci sono delle varianti del tipo: “se fai così, mamma non ti vuole bene”, oppure “se finisci la pappa, mamma ti vuole bene” etc … non vorrei dilungarmi su queste ‘strategie educative’  usate a fini specifici e che non mettono in ‘crisi’ il senso dell’incondizionabilità dell’amore di un genitore.

Un utile richiamo e approfondimento potrebbe essere lo studio di Bowlby sugli stili di attaccamento sicuro e insicuro.

Nel vero amore è l’anima che abbraccia il corpo. (Nietzsche)

Amore incondizionato tra gli adulti  

Tutti avranno letto dell’amore senza speranza di Werther verso Charlotte (Lotte). Il giovane Werther non tenta, in nessun modo di attirare Lotte a se (è impegnata con Albert), e questo lo possiamo vedere come un gesto estremo (incondizionato) di amore perché nulla deve turbare la fanciulla innamorata di un altro.

Sono certo che la letteratura ci fornirebbe una infinità di situazioni analoghe ma … nella vita reale, in quel mondo del non essere che è, esiste? O meglio, avrebbe senso? O forse ancora: in quale prospettiva avrebbe senso?

Partiamo da un punto, a mio avviso irrinunciabile: l’amore è lo scopo dell’esistenza.

Non dovrebbe esistere che un unico bisogno assoluto: l’amore, la vita in comune con le persone amate (Novalis).

L’amore tende a completarsi con un partner. Laddove questa possibilità non c’è (come nel giovane Werther) vedo solo disperazione e solitudine.

Spesso però ci sono ostacoli. Ecco, di fronte agli ostacoli dovrebbe entrare in gioco l’amore incondizionato.

Ad esempio, il tuo partner si ammala gravemente e non potrà mai più essere come prima. Che fai? Scappi?

Se lo ami, incondizionatamente, gli stai accanto per sempre.

Il tuo partner ha problemi di natura economica. Che fai? Scappi? No, gli stai accanto e lo aiuti.

Senti di voler star solo/sola per capire eventuali dubbi o incertezze. Che fai? Scappi? Lo lasci solo/sola?

No, ne parli e insieme si affronta la crisi.

Altro problema ricorrente e spesso alla base della gelosia patologica; un mostro che ci tormenta: l’insicurezza.

Amore incondizionato – insicurezza

L’insicuro  (vedi gli stili di attaccamento della coppia) potrebbe adottare la tattica di pretendere di essere accettato così com’è, in modo incondizionato.

Quando questa cosa non accade, ricade nel giro vizioso che lo porta a percepire il tutto come un ennesimo rifiuto (come accadeva con una figura di attaccamento insicuro), oppure incapacità dell’altro di adattarsi ai propri bisogni.

Un’altra possibile forma potrebbe essere quella di amare a prescindere, anche se l’altro, ad esempio, ha tradito.

Quante relazioni si basano sulla certezza (spesso errata) che l’altro non sia maturo oppure solo impegnato in rapporto part-time e non a tempo pieno? Come se ne esce?

Intanto con il cominciare a non temere l’inevitabile cambiamento che una relazione comporta (due sconosciuti si incontrano ed entrambi  sono portatori di un proprio vissuto), non pretendere il possesso  e quindi vedere l’altro per quello che è e non come un riflesso  della propria parte interiore (dinamiche anima-animus), spesso la vera causa dei conflitti.

In ottica psicoanalitica entrambi i partner ricercano nella relazione attuale, quella originaria (madre-padre) invischiata e mescolata con parti di tutte le altre figure parentali e cioè, nonni, fratelli, sorelle, zii etc.

Quindi, da questa prospettiva nei rapporti amorosi, si ricerca quella beata situazione originaria, oppure al contrario una sua versione riveduta e corretta. Insomma, il nostro livello di libertà potrebbe essere molto ma molto limitato e la sola conoscenza interiore aiuta a rendere scevra la nostra scelta.

Allora dovremmo superare le due scelte evidenziate da Freud, quella di appoggio (tu sostituisci mamma o papà)  e quella narcisistica, legata ad una complicata serie di proiezioni e negazioni.

L’amore incondizionato (come abbiamo detto irraggiungibile) potrebbe essere la scelta che getta un ponte sulla nevrosi in attesa che una maggiore conoscenza chiarisca e ‘ripari’ quella prima esperienza originaria.

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