Porsi un obiettivo e fallirlo

Porsi un obiettivo e fallirlo

A nessuno piace fallire eppure, anche dietro un fallimento può celarsi una molteplice opportunità di crescita. Un fallimento evidenzia i nostri limiti, un lato oscuro su cui focalizzare la nostra attenzione con l’obiettivo di migliorare. Un fallimento non è una minaccia ma potrebbe essere la nostra miglior opportunità.

Con questo nessuno vuol dire che bisogna fare una collezione di fallimenti, nessuno ama fallire, ma a volte può accadere e quando accade, vedendola come una opportunità, forse riusciremo a trarne il massimo dei vantaggi. Ma quali sono i possibili vantaggi di un fallimento?

  • Può un fallimento bloccarti?

Cimentarsi in qualsiasi cosa è un privilegio per molti (non per tutti); tuttavia il cimentarsi non implica obbligatoriamente il successo. Può anche andar male o comunque non proprio come desideriamo. Questo insuccesso, totale o parziale, non è comunque una pietra tombale sui nostri sforzi. Questo insuccesso non ci mette definitivamente fuori gioco. Ma tutto dipende dal tipo di reazione. Rinunciamo? Allora potrebbe voler dire che in fondo, non ci tenevamo così tanto. Anzi l’insuccesso potrebbe in qualche modo darci la piena consapevolezza del reale interesse che avevamo. Perché tutti sanno che quando si desidera veramente una cosa, nulla potrà fermarci, mai.

  • Il modo giusto per fare le cose

Non esiste un unico modo per fare una specifica cosa o, per meglio dire, una determinata cosa può essere fatta in infiniti modi diversi. Quante case identiche esistono? Quante penne diverse ci sono? Quanti vestiti, colori, automobili, aerei, etc…. Se nel fare una determinata cosa, a noi può sembrare errata, stai pur certo che per qualcun altro potrebbe andar bene. Se la tua ultima presentazione ti sembra povera, perché dopo averla ‘presentata’ la gente ti fa un applauso? Quindi, come abbiamo visto, non esiste un modo giusto in assoluto. Esiste un criterio però che potrebbe permetterci di darci quiete. Ovvero, la cosa fatta, realizzata, funziona? Se funziona allora va bene anche se altri l’avrebbero fatta in modo diverso

  • Proviamo a farla diversamente

Mi sono super impegnato per fare una cosa, ci ho speso tempo, denaro, anche il sonno. Dopo averlo messo in campo però, il risultato è evidentemente e palesemente un fallimento. Butto tutto? Rifaccio tutto da capo? O cercherei di verificare se esistono alternative più efficaci?

  • Non si può avere sempre ragione.

Quanta gente conosciamo che ‘… ha sempre ragione’? Beati loro, diranno i più. Poveri loro, mi permetto di dire io. Non si può avere sempre ragione; è un peso gravoso. Troppo stress. E’ bello alle volte commettere un errore e lo è ancora di più ammetterlo. Perdoniamoci e andiamo oltre.

  • Il fallimento ci aiuta a restare umili.

L’umiltà è una virtù. Grazie a tale virtù, riusciamo a vedere in modo lampante i nostri limiti. Quante volte i nostri insegnanti ci hanno detto che per imparare è necessario essere utili? Restare ancorati al nostro punto di vista, nonostante sembri palesemente errato, ci espone a delle inutile conseguenze, che potrebbero portarci a perdere l’opportunità di imparare sugli effetti benefici della umiltà ma anche quello di continuare a fallire e a non apprendere nulla di veramente utile.

  • Per prova ed errori si arriva al successo

Abbiamo tantissimi esempi che ci mostrano che la strada del successo è lastricata di tanti altri fallimenti. Ad esempio le scoperte scientifiche, i professionisti, gli artisti, gli inventori, etc … quanti insuccessi prima di veder coronato il loro sogno? Lo stesso Freud, quando ha scritto L’interpretazione dei sogni, ha sperato che con esso sarebbe diventato famoso e forse anche ricco. Ha dovuto attendere altri 10 anni, ha dovuto scrivere una sintesi della sua Interpretazione, un libricino di poche pagine, Il Sogno, per vedere finalmente il successo. Per tutti questi personaggi, il fallimento non li ha annichiliti ma anzi, credendo nel loro progetto, li ha fortificati e li ha spinti a migliorare, spinando così la strada del successo.

  • Il fallimento ci insegna ad essere più flessibili

Avevi in mente di fare una cosa e l’hai fatta. Il risultato è un disastro. Che insegnamento utile possiamo trarne? Intanto, vorrei rifarmi. Ecco che allora, provo a rimodulare i vari aspetti finchè non trovo il modo più efficace. Quindi, grazie al fallimento precedente, sono diventato più flessibile. La stessa cosa può essere vista anche in altri modo che, guarda caso, possono risultare migliori.

  • Quali sono le tue competenze

Se hai le competenze, se sei pronto, se hai l’allenamento giusto, se…se…se…

Se ci sono i presupposti allora solo l’esecuzione può darti le conferme di cui hai bisogno. Se invece non agisci perché temi di fallire, hai già fallito. Solo ‘lanciandoti’ saprai effettivamente quale è la tua reale forza. 

  • Gli altri hanno altro da fare, non stanno sempre con il dito puntato.

Viviamo in un mondo dove, è sotto gli occhi di tutti, gli errori che sono stati fatti sono a volte anche colossali, eppure la gente, pur non dimenticando, lascia correre. Pensiamo ai fatti di cronaca, ogni giorno ne abbiamo uno nuovo. Cosa fa la gente? Raramente si cura dei singoli errori, delle singole persone. La gente ha altro da fare. Semmai la gente ricorda solo gli errori di cui ne sono vittime (vedi ad esempio la legge Fornero e il suo colossale errore sugli esodati). Quindi, è solo l’individuo che penalizza il proprio fallimento, o lo giudica più grande di quanto è veramente, mentre gli altri, magari se ne sono già dimenticati.

  • il fallimento è un punto di nuova partenza

Una volta che hai elaborato il fallimento, sei pronto per ricominciare, sicuramente con un approccio diverso. Inutile fermarsi oltre il giusto su un fallimento, la vita ci chiama continuamente verso nuove sfide.

Autore dell'articolo: domenico bumbaca