La memoria e il sonno

La memoria e il sonno

Quali effetti ha il sonno sulla memoria? O meglio, quanto c’è di vero sul fatto che dormendo bene si hanno affetti benefici sulla memoria?

La memoria e il sonno – Effetti benefici del sonno

Uno studio sostiene che esistono effetti benefici ma non solo, dal momento che tali effetti si ripercuotono anche sulla capacità di recuperare vecchie conoscenze, apprese quindi in precedenza.

Era già stato evidenziato in passato che, dormire bene, quindi profondamente, aiuta molto la nostra memoria ad essere più adattiva e flessibile.

La ricerca, condotta dalla Università di York, grazie ad una ricerca specifica, ha dimostrato che è grazie al sonno che vecchie e nuove informazioni ne migliorano l’efficienza. Quando ricordiamo qualcosa, secondo gli esperti, avviene un ulteriore aggiornamento della stessa, che si arricchisce ulteriori informazioni che erano presenti in quel momento specifico del ricordo stesso.

Ciò vorrebbe dire che il cervello, invece di scrivere sopra i vecchi ricordi, archivia e genera ulteriori versioni di quella specifica esperienza. Cioè, il cervello farebbe un ‘versioning’ di quel specifico ricordo.

Utilizzando la terminologia word che oramai tutti conoscono, non fa solo ‘salva’ (mantenendo quindi la versione originaria), ma fa anche: ‘salva con nome’ .

Esattamente come accade con il word, salvando diverse versioni, alla fine non ci si capisce molto e quindi si corre il rischio di fare un po’ di confusione.   

I risultati di questa ricerca sono stati divulgati dalla rivista Cortex; questo è l’articolo in originale Memory Consolidation in Sleep (https://www.york.ac.uk/psychology/research/facilities/slam/research/sleepconsolidation).

Ricordiamo inoltre che esiste una forte correlazione tra i disturbi del sonno e la depressione (while sleep disturbances are commonplace in major depression, affecting up to 90% of patients) e che in merito alla ricerca in questione, c’è un ulteriore comprensione del fenomeno, dal momento che è stato possibile dimostrare il rafforzamento delle nuove ma anche vecchie ‘versioni’, il che si traduce in una migliore e più vivida esperienza che giace nei nostri ricordi. Il risultato più confortante è che riusciremmo ad usare meglio la memoria, aumentandone l’efficienza (quindi cari studenti, dormite di più, soprattutto la sera prima degli esami o di una interrogazione importante) ma anche di aggiornare la nostra visione del mondo adattando meglio i nostri ricordi, il tutto a vantaggio delle future esperienze.

La memoria e il sonno – Lo studio nel dettaglio

Sono stati usati due gruppi di soggetti a cui era stato chiesto di ricordare in merito ad alcune parole (precedentemente proiettate su uno schermo) in quale posizione (dello schermo) erano collocate. Poi venivano presentate le singole parole di cui sopra. Queste parole venivano proiettate. I soggetti erano invitati a ricordare in quale punto dello schermo si trovavano durante la prima somministrazione. Uno dei due gruppi fu messo a dormire per circa 90 minuti, contrariamente all’altro che invece doveva restare sveglio. Nella seconda somministrazione entrambi i gruppi avevano gli stessi ricordi. Da ciò si evince che il ‘save’ ha funzionato. Quindi, nel loro cervello c’è un nuovo ‘file’ salvato.

Dopo aver confrontato le risposte tra i due gruppi (di cui uno ha dormito), è stato notato che chi ha dormito ha fornito risposte più esatte, in merito alla posizione originale e alla posizione aggiornata (ciò a cui è stato chiesto di ricordarla). Questa differenza  prestazionale è stata attribuita dai ricercatori al fatto che il sonno ha rafforzato entrambi i ricordi (quella immediatamente dopo la visione e quella data al risveglio).

Il ricercatore (Professor Gareth Gaskell) ha concluso sostenendo che lo studio rivela un fatto incontestabile: il sonno protegge e facilita ciò che lui chiama ‘aggiornamento di ricordi adattivo

‘One possible explanation is that the external reactivation serves as a trigger for transferring new memories from temporary storage in the hippocampus to more permanent and robust storage in the neocortex of the brain.’

Il gruppo che ha dormito, avrebbe quindi rafforzato la memoria su entrambe le posizioni. L’esperimento avrebbe quindi dimostrato che grazie al sonno, una singola esperienza viene consolidata proprio attraverso un sonno profondo.

Ma, questo esperimento ha anche evidenziato che, esistono diverse versioni della stessa esperienza. Quindi, con il passare del tempo, dal momento che la memoria può attingere a tutte le versioni di quel ricordo, è alto il rischio di averne una visione distorta. In altre parole, potremo ricordare cose diverse di uno specifico evento.

Quante volte, specialmente con vecchi amici, capita di ascoltare un racconto, vissuto anche da noi, ma privo di certi dettagli (che a noi sono rimasti impressi), oppure di averne altri che avevamo persi? Ma anche, quante volte ci è capito di sentirci dire: ‘ricordi male, il fatto è andato diversamente’

Autore dell'articolo: domenico bumbaca