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Mia madre è narcisista

Mia madre è narcisista

Il genitore narcisista decide di mettere al mondo un figlio al solo scopo di utilizzarlo come una sua estensione. La comunicazione avviene in modo subliminale, impercettibile. La disapprovazione arriva con uno sguardo oppure non dalle parole usate ma dal tono della voce. Il tutto avviene ad un livello di intimità sottilissima ma molto efficace e questa modalità rappresenta la struttura portante che costruisce la personalità del figlio.

Le caratteristiche di tali madri si possono riepilogare in:

nulla di ciò che fa o che dice può essere messo in discussione, non esistono confini che lei non può oltrepassare, sceglie il figlio bravo da quello che è destinato a fare il capro espiatorio (fa favoritismi), cerca continuamente e con ogni stratagemma di indebolire,  denigra, critica, sminuisce, a volte cerca anche di farti passare per pazzo, è invidiosa, bugiarda e  deve essere sempre al centro della scena, è egoista, ostinata, manipolatoria, è presa solo dai propri bisogni, irragionevolmente difensiva e refrattaria ad ogni critica, tende ad essere terrorizzante, infantile, meschina, aggressiva e incapace di sentire vergogna, capovolge i ruoli, è una sfruttatrice, naturalmente è infallibile e quindi non sbaglia mai, distrugge le relazione dei figli, riesce ad essere patetica, etc.

Il termine ‘narcisismo’  sta veramente diventando di uso comune e quando usato, lo si fa per evidenziare un aspetto negativo. Su Wikipedia, troviamo una descrizione generica e specifica allo stesso tempo. Il termine avrebbe una vasta gamma di significati, dal momento che descrive un significato psicoanalitico, un disturbo mentale (vedi il dsm5 pag 775), ove vengono descritti ben 7 punti che differenziano il narcisismo patologico (senso grandioso di importanza, fantasie di successo, potere, fascino, bellezza illimitati):

  • Crede di essere “speciale”;
  • Richiede eccessiva ammirazione;
  • Ha un senso di diritto (tutto gli è dovuto);
  • Sfrutta i rapporti interpersonali;
  • E’ incapace di identificarsi o di riconoscere i sentimenti e le necessità degli altri;
  • E’ spesso invidioso/a degli altri;
  • ha spesso atteggiamenti arroganti e presuntosi.

Il narcisismo rappresenta anche un problema culturale o sociale, o può essere semplicemente un aspetto della personalità. Escludendo il narcisismo secondario, ovvero quello che viene definito come sano amor proprio, viene usato per descrivere una persona con aspetti problematica. Quindi, quando lo sentiamo in genere descrive egoismo, presunzione, vanità, egocentrismo, etc. insomma una persona arrogante e altezzosa.

Nella realtà delle cose, il narcisismo è una patologia grave che può nuocere gravemente, in particolare i bambini. Chi ha, oppure ha avuto la sventura di avere genitori centrati su se stessi, privi di empatia, ha avuto la sgradevole sensazione di percepirsi come uno strumento ad uso e consumo del genitore e non come un soggetto diverso e da proteggere e rispettare.

Da tutto ciò si evince che una madre narcisista danneggia pesantemente la propria prole. Questi bambini crescono in un contesto ove la negazione è costante, dove si è indotti a pensare di essere figli indegni e che, di ogni cosa, se ne è direttamente responsabili. Naturalmente non è vero nulla, questa è solo una distorsione della realtà, tuttavia il proprio Sé cresce e si forma proprio su questa distorsione e da adulti, cresciuti avendo assimilato questi messaggi errati, si sperimentano affetti distruttivi. 

La distorsione porta l’adulto a farsi domande che normalmente le persone non si fanno (sono buono o cattivo? Mi apprezzano per ciò che sono oppure per ciò che faccio? Quella persona mi piace veramente? E così via).

Mia madre è narcisista – come se ne esce?

La risposta aggressiva non funziona mai, occorre individuare un modello alternativo, che sia allo stesso tempo più funzionale e che vada oltre.

Si parte dai messaggi che nel tempo sono stati interiorizzati, con lo scopo di una più efficace rimodulazione.

Il narcisista, come diceva Freud, non diventerà mai un nostro paziente, ma le sue vittime si, e in particolare i figli di questi genitori narcisisti. Da adulti, è possibile, attraverso un percorso personale, lavorare per comprendere tutte queste dinamiche che ci hanno forgiato favorendo una rielaborazione ristrutturante.

Alcuni studiosi hanno messo in evidenza la presenza di diverse modalità di narcisismo genitoriale (prevalentemente materna).

Le caratteristiche sono le seguenti:

  • Madri abilissime nell’intrattenere; sono deliziose e amabili ma in famiglia (figli e partner) sono temute; donne che eseguono, vengono percepite come molto divertenti e a volte anche appariscenti; per alcune persone sono adorabili, per altri, il loro modo di ‘apparire’, infastidisce; a queste donne, l’unica cosa che realmente interessa è l’adulazione e l’approvazione degli altri.
  • Ipocondriaca o psicosomatica: abilissime nel manipolare gli altri con dolori e malattie con il solo scopo di diventare il centro di ogni attenzione. Tutte le attenzioni devono essere per lei. Di contro si preoccupano pochissimo di coloro che la circondano e l’unico modo per ottenere la di lei attenzione consiste nel prendersi cura di lei. La malattia diviene uno strumento da contrapporre alle frustrazioni e alle difficoltà della vita. Nessuno potrà mai essere più malata di lei. Se qualcuno ‘osa’ avere una malattia più grave, lei ne inventerà una ancora più grave.
  • In quest’altro caso abbiamo donne il cui unico obiettivo è: raggiungere l’obiettivo. L’importante è il successo e non come lo si raggiunge. Queste donne solitamente cavalcano il successo, occupano una posizione sociale elevata e se non raggiungono ciò che si sono prefissate, reagiscono con furia e aggressività.
  • Le madri dipendenti da sostanze: la bottiglia oppure la droga al primo posto e mai il proprio bambino. La dipendenza occuperà sempre il primo posto. Solo in caso di disintossicazione il tratto narcisistico diminuisce anche se la diminuzione potrebbe essere marginale.
  • Madri bisognose sul piano emotivo: tutte le madri narcisistiche sono bisognose, ma questa tipologia lo è ancora di più. In questo caso, paradossalmente è la madre (e non il figlio) ad essere bisognosa. E’ il figlio che deve prendersi cura emotivamente della madre, ribaltando così, in modo plateale, i ruoli. Ecco che quindi, i sentimenti del bambino sono ignorati o tuttalpiù trascurati. Difficilmente riceverà da genitore più di quanto egli dia.
  • Madri con un sè privato ed uno pubblico: tipicamente, in società sono gentili ed educate ma in casa tendono ad essere abusanti. La comunicazione con i figli sono ambigue e ciò può causare discontinuità cognitiva ed emozionale; i possibili effetti di questo atteggiamento possono essere anche legati ad una personalità dissociate.

Anche se un genitore del genere arreca notevoli danni ai propri figli è bene evidenziare che tali genitori, non nascono così.  In alcuni casi, queste madri potrebbero aver avuto, a loro volta,  una madre narcisista (e quindi essere state anch’esse vittime), oppure aver subito altri soprusi. Ma forse, più ragionevolmente, queste madri non sono mai cresciute, ma sono rimaste in una sorta di narcisismo infantile ove non è stato possibile realizzare una delle verità fondamentali che ogni essere umano dovrà accettare ovvero: ‘il mondo non giro intorno a noi‘. Comunque, in tutti i possibili casi, è un problema della madre non del figlio. Compito del figlio è uno solo: affrancarsi.

In casi del genere, il sentimento predominante non deve essere mai la vendetta ma sempre e solo il recupero. E’ un lavoro difficile ma comprendendo a fondo il problema diviene possibile costruire, o meglio ri-costruire un’immagine interna materna da utilizzare ogni volta che serve, contrariamente all’immagine di una madre narcisista che chiede sempre, soprattutto quando ha bisogno.

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