Spiegazione e utilità della rabbia

Spiegazione e utilità della rabbia

E’ una emozione tipica, vista come fondamentale da quasi tutti i psicologi e fa parte, insieme al disgusto e al disprezzo del sentimento e dei comportamenti correlati a ciò che comunemente caratterizza l’ostilità. Quando il comportamento ostile si palesa, in prima istanza diviene difficile trovare cosa predomina (disgusto, disprezzo oppure rabbia). Da un punto di vista linguistico, possiamo definire due diverse tipologie di rabbia: stato emotivo intenso e quindi, avremmo ira, collera, esasperazione, furore, etc; stato emotivo lieve e quindi definibile con fastidio, irritazione, impazienza, etc.

Di essa è possibile identificare l’origine, le manifestazioni espressive, le modificazioni fisiologiche e le eventuali possibili azioni. E’ un’emozione primitiva, quindi la si osserva anche negli animali e nei bambini piccoli.

E’ una delle emozioni più precoci esattamente come il dolore e la gioia

Contrariamente alle altre due, però, questa emozione è la prima ad essere inibita. Quasi nessuna cultura e società, ai giorni d’oggi la incoraggia. Per studiarne quindi le espressioni di questa emozione, diviene necessario affidarsi agli studi evolutivi; dobbiamo ciò fare in fretta perché le regole che ne controllano l’inibizione entrano in gioco prestissimo.

Spiegazione e utilità della rabbia- Da dove nasce la rabbia? 

Tutte le teorie psicologiche sostengono che costrizione e frustrazione (fisica e psicologica) generano tipicamente questo emozione: la rabbia. Da soli però non bastano e non spiegano il fenomeno. Esistono altri fattori come ad esempio, la responsabilità della persona che genera frustrazione e costrizione. Ma ancora di più, conta la volontà di arrecare danno, e la possibilità (ignorata) di evitare la situazione frustrante. Insomma, se qualcuno di oppone, intenzionalmente, al soddisfacimento dei nostri bisogni, allora la rabbia ha maggiori possibilità di scatenarsi.

Spiegazione e utilità della rabbia – Contro chi ci si arrabbia?

Quando si verificano una serie di concause (serie di eventi), questa emozione viene espressa con maggiori probabilità. Gli eventi o concause possono dipendere dallo stato di bisogno, da chi o cosa si oppone, la presenza della intenzionalità a questa opposizione (e non ad esempio, ad un fatto di causa maggiore, non voluto e non desiderato), l’assenza di paura verso chi si frappone tra noi e ciò che desideriamo, il forte desiderio di aggredire, attaccare colui o il fatto frustrante, e infine con la fase ultima e inevitabile: l’attacco.   

Questo è quello che accade in natura; ovviamente nei confronti di un attacco, il soggetto tende a valutare due possibilità; contrattaccare oppure fuggire. L’evoluzione, negli umani ha indotto la paura delle conseguenze, e molto spesso la risposta aggressiva viene evitata. Oltre a evitare l’azione, si è indotto un altro atteggiamento: quello di mascheramento. I segnali di rabbia vengono quindi non solo evitati ma anche celati dalle espressioni facciali. Le regole sociali, inoltre impediscono l’azione verso il soggetto frustrante ed abbiamo quindi così diverse reazioni tra cui orientare l’aggressione verso qualcosa di diverso (cambio di obiettivo – ad esempio verso un qualcosa di cui non si ha paura), oppure verso se stessi (autolesionismo).

Spiegazione e utilità della rabbia – Come il corpo manifesta la rabbia? 

Quando una persona è arrabbiata lo si vede subito. Basta vederla in viso. Quindi, al primo posto poniamo le espressioni facciali che è rintracciabile in tutte le culture. Digrignare i denti (come gli animali), aggrottare le sopracciglia, esprimono al meglio l’evidenza di questa forte emozione. Un altro elemento è rappresentato dalla muscolatura del corpo che si predispone alla eventualità di un attacco.

Le sensazioni sono quelle di perdere il controllo, sentire vampate ci calore ed essere irrequieti. La voce cambia, diviene intensa (fino ad urlare, maledire, dannare, minacciare, etc). Ci sono poi le variazioni fisiologiche caratterizzate dall’aumento del battito cardiaco, della pressione, della sudorazione, della tensione dei muscoli. Se non possiamo ‘scaricare’ la rabbia nell’azione immediata, in virtù dell’inibizione appresa, questo stato alterato dura più a lungo.

Spiegazione e utilità della rabbia – Quali sono le funzioni della rabbia? 

La spiegazione più evidente è rappresentata dal desiderio di veder scomparire l’oggetto frustrante.

Grazie alla rabbia, l’organismo si sovreccita (avendo così l’energia necessaria per impiegare nell’azione). Con la rabbia, si induce il soggetto alla fuga (per paura) oppure all’attacco.

In ultimo, tutte le ricerche, hanno evidenziato che la rabbia è ed è stata funzionale alla sopravvivenza sia dell’individuo che della specie, quindi, entro certi limiti è necessaria.

Gli animali, ad esempio, attaccano per motivi legati appunto alla mera sopravvivenza, quindi per attaccare un predatore, un qualcosa o qualcuno che li spaventa, per motivi di territorialità sessuale, per difendere la prole, etc.

Negli uomini invece, per motivazioni legate alla realizzazione del se, alla difesa della propria immagine, etc. Ci si arrabbia quindi per indurre il soggetto frustrante ad un cambio di comportamento.

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