Insonnia e depressione

Insonnia e depressione

Una volta, gli esseri umani dormivano 8 ore, lavoravano 8 ore e mangiavano per 8 ore.  Oggi dormiamo 8 ore (negli ultimi 30anni dormiamo meno), lavoriamo 8 ore, mangiamo 2 ore e il resto del tempo lo impieghiamo per divertirci, istruirci, creare, etc. Quindi un terzo del nostro tempo lo passiamo dormendo. Tutti sanno che dormire è necessario, esattamente come nutrirsi. Possiamo stare a digiuno per uno o più giorni ma difficilmente possiamo stare più di una notte senza dormire. Il sonno è quindi un bisogno forse superiore come importanza al cibo. E’ importante (come il cibo ad esempio) per mantenerci sani sia fisicamente che psicologicamente.

Chi non dorme bene, soffre ed ha disturbi, anche gravi, che cambiano in negativo, la salute e la qualità della vita e gli esperti dicono, che circa il 45% della popolazione mondiale ne soffre.

Dormire poco o male produce effetti negativi sulla salute. Nell’immediato (il giorno dopo) ha effetti riscontrabili nella memoria, la capacità di concentrazione e di apprendimento. Indirettamente (e in funzione di quanto sopra) agisce negativamente sulla vita di relazione (famiglia, amici, lavoro…). Un primo indizio legato all’insonnia, è la possibile insorgenza di una depressione. Chi dorme poco, potrebbe essere un po’ depresso. Gli specialisti definiscono questa situazione come ‘bidirezionale’, dove da una parte c’è l’insonnia e dall’altra disturbi di ansia e depressivi.

Correlazione tra la insonnia e la depressione

insonnia

Alcune ricerche suggeriscono che il 60-90 % delle persone a cui è stata diagnosticata la depressione, soffrono anche di insonnia. Questo insonnia, può esprimersi con una difficoltà ad addormentarsi, oppure con un sonno troppo breve (poche ore) e quindi assolutamente insufficiente. Sono stati rilevati anche alterazioni fisiologiche durante il sonno nelle persone che soffrono di depressione (tracciati EEG con alterazioni).

Altri studi (epidemiologici e clinici) sembra che abbiamo dimostrato anche il contrario.  Ovvero, chi dorme poco e male può sviluppare una depressione. Pare che il 40,4% di chi ha disturbi del sonno presenta anche disturbi depressivi, rispetto a coloro che dormono bene, che sono appena il 16,4%. Da ciò gli esperti suggeriscono di trattare precocemente i disturbi del sonno, anche per prevenire l’eventuale insorgenza della depressione.

Altro paradosso ci viene dalla constatazione che curando positivamente i disturbi del sonno, si ottiene una maggiore efficacia sulla depressione ma, quei farmaci che hanno effetto sulla depressione alterano o riducono specifiche fasi del sonno.

Fortunatamente chi dorme bene, migliora l’eventuale sottostante disturbo psichico.

“- Non dormire più! Macbeth uccide il sonno! – … il sonno innocente, il sonno che ravvia il filaticcio arruffato delle umane cure, che è la morte della vita d’ogni giorno, il bagno ristoratore del duro travaglio, il balsamo delle anime afflitte, la seconda portata nella mensa della grande natura, il principale nutrimento nel banchetto della vita” (Atto II, scena II).

Insonnia e disturbi d’ansia

Anche l’ansia, compreso quello generalizzata, il disturbo post-traumatico e gli attacchi di panico,  può essere influenzata dai disturbi del sonno.  L’insonnia (anche nelle forme più lievi) può dar maggior corpo a questo tipo di disturbi e determinare uno o più attacchi. Inoltre, chi soffre dei disturbi di cui sopra in modo primario, ha anche disturbi del sonno. Ad esempio spesso ci raccontano di attacchi di panico notturni, oppure, nel caso del DPT (disturbo post traumatico da stress), sono frequenti la presenza di incubi. Tornando alla statistica, il 42% degli insonni, ha anche ansia, il 13%, ansia generalizzata.

Anche in questi casi ci sono effetti collaterali dovuti all’esperienza e ai condizionamenti patologici e fisiologici. Il disturbo d’ansia genera insonnia; l’insonnia genera ansia.   Da dove nasce l’uno e da dove l’altro, può a volte essere difficilmente definibile. Come dicevamo prima, chi soffre di tanta ansia forse difficilmente riesce ad addormentarsi; mentre chi non riesce ad addormentarsi, con il progredire di questa difficoltà, comincia a veder salire l’ansia. Una volta instaurato il vortice, il disagio diviene insopportabile.

In conclusione, se riusciamo a trattare in modo efficace l’insonnia, come per la depressione, riusciamo a trovare sollievo anche nel disturbo di ansia.    

Come trattare l’insonnia

Se sono escluse cause organiche, allora molto probabilmente la cause sono psicologiche e la psicoterapia è un ottimo strumento per guarirne.

Autore dell'articolo: domenico bumbaca