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Esistono le persone tossiche?

Chi sono le persone tossiche

Ama il prossimo tuo come te stesso.  Troviamo scritto nei vangeli ma, siamo sicuri che nella vita quotidiana, questo comandamento è completamente e totalmente giusto?

Giusto seguirlo ma non sarebbe altrettanto saggio usare anche un pizzico di sana prudenza? Molti studi e molte ‘personalità’ evidenziano, senza ombra di dubbio che alcune persone, spiace ammetterlo, ci avvelenano, sono tossiche.

Dato per assodato questo dato, potrebbe essere utile saper riconoscere queste persone e adottare una sano comportamento difensivo. Esistono ovunque, sul lavoro, tra gli amici, anche in casa. Queste persone, a volte inconsapevolmente, si comportano come vampiri anche se sembrano normalissimi e nella loro ‘normalità’ sono in grado di distruggere la nostra vita.

Uno studio di una psicologa americana, esperta nel linguaggio del corpo, Lillian Glass (Toxic People: 10 Ways Of Dealing With People Who Make Your Life Miserable by Lillian Glass (Feb 15, 1997), ha coniato per loro il termine ‘gente tossica’ e ne ha steso un catalogo che comprende ben 10 categorie e cioè: il sociopatico, l’invidioso, l’arrogante, il pettegolo, il capo autoritario, il mediocre, il vittimista, l’aggressivo, l’umiliatore, il nevrotico.

Quali sono le persone tossiche

  1. Il sociopatico. Dal punto di vista della tossicità, sta al primo posto. Inoltre, sin da subito, fa un’ottima impressione, quindi, anche per questo, è molto pericoloso. E’ in grado di dire esattamente ciò che amiamo sentire ma, attenzione perché non conosce il significato della parola responsabilità, non ha scrupoli, mente a tal punto che alle volte anche lui dimentica la verità, se poi pensate che possa minimamente preoccuparsi dei vostri diritti e delle vostre ragioni, o addirittura dei vostri sentimenti, siete completamente fuori strada. E’ una persona narcisistica, quindi pieno di sé, e non si preoccupa minimamente di contraddirsi, tanto si sente superiore al punto che l’articolo maggiormente usato è :’IO’. L’autrice sostiene che il modo più efficace per scoprirlo (ricordo che è esperta nel linguaggio del corpo), è quello di osservarlo attentamente, in particolare in faccia: inespressiva, anaffettiva, nessun muscolo in movimento. Come comportarsi con questi soggetti? In un solo modo: la fuga.
  2. L’invidioso. Perennemente irritato per tutto ciò che non ha, o meglio per tutto ciò che gli altri hanno e lui no. Ecco che l’oggetto della sua invidia, diviene l’obbiettivo primario del suo istinto distruttivo. Distrugge ogni conquista dell’altro, ne sminuisce la portata. I successi altrui, spesso il risultato di sacrifici, costanza, fatiche, etc. sono per lui inconcepibili. Tutto ciò che l’altro può aver raggiunto, lo ha raggiunto solo con l’inganno; quindi se è il primo della classe, evidentemente se la fa con il professore; se ha una buona reputazione al lavoro, è raccomandato; se ha un bel fisico, mbe allora è solo un povero narcisista stupido e ignorante, e cosi via. Va da se, che l’unico a soffrire è solo lui, l’invidioso.
  3. L’arrogante presuntuoso. I pedanti, i superbi e i vanagloriosi appartengono a questa tipologia di persone. Sono soggetti convinti, anzi straconvinti di avere sempre ragione, e che la loro scelta, solo la loro scelta, è la migliore in assoluto. Di qualsiasi cosa si discute, hanno sempre una risposta; sanno di tutto e di tutti. Le opinioni degli altri sono costantemente messe in dubbio con un immancabile: ‘sei sicuro?’, sul piano intellettuale sono dispotici, pontificano continuamente e in ogni discussione, solo la loro ipotesi merita di essere discussa. Tutte le altre sono banali, irrilevanti, sterili, etc. Anche sul piano lavorativo pensano di essere indispensabili ma, grazie anche alle loro convinzioni spesso errate, prima o poi si danneggiano. E’ molto utile avere un certo livello di autostima, ma non bisogna esagerare perché l’eccesso di sicurezza spesso distrugge queste persone.
  4. Il pettegolo maldicente. Appartiene alla categoria dei supertossici, in ambito lavorativo generano malcontento a tutti i livelli. Indiscreto al punto da mettere in cattiva luce i colleghi, magari più bravi e competenti, senza tra l’altro trarne vantaggio alcuno. Abilissimo nel sapere tutto di tutti.  Eventuali lacune vengono subito coperte con invenzioni prive di veridicità. Infatti è abilissimo nel condire falsità con pseudo verità basate su dettagli verosimili con l’aggiunta di contesti credibili. Allontanarli e bocca chiusa sono le armi più efficaci, in caso contrario entreremmo nel suo mondo da distruggere.  L’unica difesa è tenersene lontano e non raccontagli mai nulla: entreremmo nella sua rete di bugie piccole e grandi, mescolate a confidenze che prima o poi il pettegolo renderà pubbliche senza alcun rimorso. Resta da dire che quasi tutti noi partecipiamo alla diffusione di pettegolezzi, quantomeno per commentarli. Un pò di autocritica è utile per non diventare tossici a nostra volta.
  5. Il capo autoritario. IL ‘capo’ ha ovviamente delle prerogative. La più importante è indubbiamente legata agli obiettivi da raggiungere. I subordinati, dovrebbero sapere, in linea di principio, ciò che devono fare e ciò che ci si attende da loro. Se gli obiettivi non vengono raggiunti, il capo può legittimamente ‘avere qualche rimprovero’ da fare. Fin qui credo ci sia un accordo generale. Quando però il capo diviene un despota, impone la propria volontà in maniera aggressiva e inappropriata, quando umilia i propri sottoposti, etc. ecco, ci troviamo difronte ad una persona tossica. Gli autoritari (non gli autorevoli) mantengono il controllo con il terrore e lavorare con queste persone non è mai facile.
  6. Il mediocre. Esistono persone che evitano il coinvolgimento, l’azione, a cui preferiscono un atteggiamento molle e caratterizzato dall’immobilismo. Questi comportamenti sono contagiosi. Meglio non lasciarsi contagiare, la visione della vita da questa prospettiva potrebbe indurre chiunque alla emulazione con il rischio di diventare indolenti come loro e correre il rischio di cadere sotto l’ombrello (tutt’altro che protettivo) della depressione. Anche se il danno peggiore lo fanno a se stessi, i mediocri possono avvelenare anche chi ha un atteggiamento più reattivo e costruttivo. Se ci svegliamo di buon umore e andiamo in cucina a prepararci la colazione e ci troviamo un nostro coinquilino che vede tutto un disastro ….. torniamo a letto e aspettiamo che se ne vada, altrimenti corriamo il rischio di rovinare il buon umore e portarcelo dietro per tutto il giorno.
  7. Il vittimista. Tutto il mondo è contro di lui. E’ perseguitato dalla sfortuna (a suo dire) ma non fa assolutamente nulla per cambiare questa situazione. E’ perennemente in lotta con il mondo intero e si corre il rischio, ascoltandolo, di rimanerne contagiato. Inoltre, riesce quasi sempre ed in particolare si commette l’errore, ascoltandolo, di farci sentire (spesso riuscendoci) in colpa e responsabili della sua disperazione.
  8. L’aggressivo verbale. Il destino di queste persone è quasi sempre lo stesso: finisconno per restare perennemente soli proprio perché con il loro modo di fare allontanano tutti. Con il loro modi e cioè, intimidatori, offensivi, ferocemente e impietosamente ironici, creano, in chi li ascolta, dei danni paragonabili a quelli di un’aggressione fisica. Tentare qualsiasi ragionamento è tragicamente inutile e tentare di resistere è altrettanto inutile. Sono così, non sentono ragioni. Se un giorno ti lodano, stai pur certo che il giorno dopo lanciano un attacco ancora più feroce. Persone tossiche, da evitare ma, anche in virtù dell’innata tendenza alla sopravvivenza degli intossicati, prima o poi sparisce dal nostro radar. Come dicevamo prima, tutti lo abbandonano. 
  9. L’umiliatore. Il peggiore, dal momento che gode nell’umiliare e sminuire gli altri senza scrupoli e senza pietà. Le persone (in genere amici) vengono letteralmente destabilizzate. Apparentemente sembra l’amico più affidabile del mondo, sembra sempre disposto ad aiutare, mentre in realtà raccoglie informazioni che poi verranno usate contro di voi mettendovi, agli occhi degli altri, in una posizione il più sgradevole possibile. Finche si ha una posizione di parità, questa caratteristica non emerge ma se, ad esempio nel mondo lavorativo, acquisisce una posizione superiore, tutte le informazioni acquisite diventano strumenti per demolirvi. Tra i tossici è tra i peggiori perché può creare danni a volte difficilmente recuperabili anche perché può condizionare pesantemente la vostra vita.
  10. Il nevrotico. Le precedenti persone potrebbero tranquillamente essere definite anche ‘cattive’. Non è così nel nevrotico, anche se con il proprio atteggiamento possono causare danni sia a se stessi che agli altri, inutile dirlo, senza un reale motivo. Questi individui si pongono obiettivi spesso irraggiungibili e pretendono la stessa cosa da voi. Tendono alla perfezione e al controllo ricorrendo ad ogni mezzo, anche utilizzando, senza cattiveria, la leva affettiva, nel tentativo spesso vano di piacete a tutti i costi. I nevrotici, sono sempre pieni di fantasie e di autosufficienza. Raramente ascoltano o chiedono consigli ma sono sempre pronti a dare il loro aiuto a patto però di seguire le loro regole. Sono di solito, nella versione supertossica, quelli che spesso dicono:”… ho fatto tanto per te e in cambio questa è la tua riconoscenza?

Come difenderci

Come abbiamo visto, ci sono molte persone tossiche che influenzano e controllano il nostro tempo e il nostro spazio, con richieste irragionevoli e a volte esagerate. Dobbiamo salvaguardare la nostra integrità. Proviamo a vedere come.

  • Non dobbiamo farci soffocare e farci coinvolgere nei loro problemi. Focalizziamoci sulle nostre soluzioni. Come allontanare questa minaccia senza alterare il livello di stress. Questo è un approccio più funzionale.
  • Le persone tossiche hanno come obiettivo (spesso inconscio) di farvi affogare con loro, nei lori problemi. Unica e valida difesa è quella di porre di limiti oltre il quale nessuno può e deve andare. Impariamo a distinguerli da coloro che hanno realmente bisogno di aiuto.
  • Queste persone non seguiranno mai i vostri eventuali consigli. Voi non preoccupatevene e quindi, elargiteli con moderazione e senza enfasi.
  • Non fatevi coinvolgere, tagliate corto. Se vi invitano ad entrare in guerra e non ci sono gli strumenti necessari per farla, non fatevi coinvolgere. Se una discussione non porterà mai a nulla, evitatela.
  • Ogni persona ha un limite, non superatelo e non permettete a nessuno di tirarvi per la giacchetta.
  • Gli altri non agiscono come noi. Se loro sono negativi e noi no, evitiamo di seguire i loro ragionamenti, perchè noi abbiamo altre prospettive. Atteniamoci ai fatti e non ai ‘se’.
  • Difficile non farsi opinioni e non cadere nella tentazione del giudizio. Eppure è proprio questo che non dobbiamo fare: giudicare. Ogni essere umano ha un vissuto, diverso dal nostro. Ogni comportamento, anche tossico ha i suoi perchè. Dobbiamo solo difenderci, non giudicare.
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