Scarpe che passione….strumento di seduzione o affermazione di se?

scarpa cenerentolaChi non ricorda la storia di Cenerentola? Una scarpetta le ha cambiato la vita.

Ma da dove nasce questa passione?

Le radici sono molto antiche; in Cina pare sia alla base della salute; per loro la bellezza era racchiusa in un piede piccolo; peccato che per le fanciulla era sinonimo di tortura, dal momento che per mantenerlo piccolo dovevano farlo entrare nella ‘scarpa del loto d’oro’; oltre a provocare danni all’osso (per impedirgli di crescere) impediva anche il movimento. E’ stata usato fino a pochi anni fa. Bellissima la descrizione che ne fa la Allende ne: ‘La figlia della fortuna’.scarpa cinese

Gli schiavi romani li lavavano ai loro padroni, Cristo ai suoi discepoli.

Oggi, dietro la scarpa che si indossa c’è sempre una donna con certe caratteristiche. Le donne con gli anfibi sembrano delle ‘dure’, mentre le super sexy portano i tacchi a spillo, le professioniste invece i mocassini.

Ma le cose non sono scritte nella pietra per cui non è difficile che in alcuni periodi della vita, magari in un momento di insicurezza oppure di piena esaltazione erotica la donna preferisce il tacco alto mentre in momenti di tranquillità possa preferire una bella elegante e comoda scarpa bassa.

scarpe essenzialiLe scarpe quindi, nel linguaggio non verbale, esteriorizzano una parte di noi. Chi la indossa , può essere visto in funzione di quella scarpa. Un po’ come dire: ‘dimmi che scarpa indossi, ti dirò chi sei’. Dal momento che la scarpa ci proietta nel mondo, diviene un veicolo più tollerato quando eventuali minacce attentano alla nostra sicurezza interiore. Ecco quindi che affidiamo a loro, eventuali tensioni e conflitti che preferiamo non esprimere in modo esplicito.

Aspetti compulsivi

tante scarpeLo shopping compulsivo che in questo caso potrebbe chiamarsi Shoes addiction, si addice a chi possiede almeno più di 60 paia di scarpe. Se ne hai 60 o più, la tua è un mania; una mania che però annovera ogni anno, un numero sempre crescente di shoppers.

Ma perché? Cosa si cela dietro questa mania? Gli psicoanalisti sostengono che dietro c’è un meccanismo di difesa, ovvero quello della compensazione. Dietro questa forma di compulsione, potrebbe celarsi un vuoto esistenziale. La scarpa, fornisce immediatamente una forte gratificazione.

Scarpe nei sogniscarpe e sogni

Ogni notte sogniamo e ogni sogno può essere interpretato secondo quando Freud ci ha insegnato. Accade quindi di sognare anche le scarpe. Interpretare un sogno non è semplice ma non impossibile. Devono esistere una serie di prerequisiti che ci aiutano in questa impresa. Tutte le ‘interpretazioni’ generiche sono prive di qualsiasi valore e devono essere accolte con molta circospezione. Tuttavia vorrei tentare di dare una chiave di lettura (generica, come dicevo sopra, quindi senza nessun valore se non quello di mera curiosità).

Proviamo a fare qualche ipotesi di sogno:

sogno di indossare scarpe strette, qualcosa di soffocante (relazione di coppia, amicale, genitoriale, etc);

se sogno di perdere una scarpa, potrei aver perso una relazione o la sto perdendo o sto meditando di interromperla;

non trovare il numero giusto è sinonimo di ansia, insoddisfazione, stare in pena per, sentirsi frustati per qualcosa che manca (un lavoro, un amore, un amico, più denaro, etc);bimba con le scarpe

se sogno di camminare scalzo o con scarpe rotte, forse penso di non essere in grado di affrontare una determinata situazione o far fronte ad una spesa, di questi tempi poi potrebbe essere un sogno ricorrente di molti;

non riuscire a scegliere tra tanti modelli di scarpe potrebbe indicare indecisione in diversi ambiti (sentimentale, lavorativa, etc);

perdere una scarpa e non riuscire a trovarla, potrebbe essere legato ad un rapporto che non va più;

Simbologia

Se il tacco, aiuta la donna ad innalzarsi di tanti centimetri, perché la donna vi fa ricorso?

Sicuramente una maggiore sicurezza (ad esempio donne che sono basse e che sentono questa cosa come un handicap). Ma dietro questo beneficio, cosa dice la psicoanalisi?feticismo piedi

Freud e Jung sostenevano che la scarpa ha a che fare con il feticismo maschile. Questa passione (per il piede) ha radici molto antiche quindi indubbiamente è ben radicato nella struttura inconscia di molti uomini.

È probabile che a nessun essere umano di sesso maschile sia stato risparmiato lo spavento dell’evirazione derivante dalla vista del genitale femminile.

Naturalmente non siamo in grado di spiegare perché alcuni individui, in seguito e a causa di questa impressione, diventino omosessuali, altri se ne difendano creando un feticcio e altri ancora, anzi la stragrande maggioranza degli uomini, la superi tranquillamente

Freud, Feticismo, 1927

 feticismo piedi1Freud aveva notato che per alcuni uomini il piede rappresenta una zona erogena molto forte e che la scarpa ne aumenta il potere erotico. Il tacco a spillo, oltre ad innalzare la donna, è percepito anche come forma di sottomissione in grado di dare, in ambito sessuale, sia piacere che dolore. Tale aspetto ambivalente è colto anche dalle donne che per piacere e piacersi, scelgono con molta accuratezza la scarpa giusta per l’occasione giusta.  

Ecco quindi che le scarpe, oltre ad essere ciò che sono, hanno anche una valenza importante nell’ambito della relazione uomo donna (personalità, stile, seduzione, etc)

Come abbiamo detto sopra, le donne (non tutte) amano riempiere le scarpiere per avere la scarpa per ogni occasione, si rappresentano nelle scarpe che acquistano e indossano, mentre per alcuni uomini, il piede e la scarpa hanno un richiamo erotico più forte di un fondo schiena o di una scollatura mozzafiato. Abbiamo anche visto che l’attrazione che uomini e donne hanno verso questo oggetto, è diversa. Per le donne è anche strumento di seduzione, per gli uomini anche possibile fattore di attrazione erotica. Come arriva la donna a scegliere la scarpa giusta? Perché, scegliere la scarpa giusta non è facile dal momento che la postura è legata al tipo di scarpa. Vediamo i diversi tipi di scarpe.

scarpa a spillo rossaTacchi a spillo

scarpe a spilloChi le ha inventate? Incredibile ma non è stata una donna, bensi un uomo anche se, un uomo molto solare, ovvero Luigi XIV. Evidentemente non era alto come desiderava e allora si è fatto costruire questa scarpa per ‘innalzarsi’ al di sopra dei suoi cortigiani.

La donna che sceglie questa scarpa, è tutta impegnata ad esaltare la sua femminilità, il suo fascino, la sua classe, etc. Camminare con i tacchi a spillo, inoltre, esalta la femminilità dal momento che la rende molto più sexy (e ogni uomo non può che condividere); fin qui, nulla di anomalo ma, se una donna le indossa sempre allora potrebbe tradire una forma di insicurezza (colmata dalla scarpa); queste scarpe, offrono un senso di sicurezza e assertività. Le scarpe diventano quindi un mezzo per superare le difficoltà che forse la donna si porta dalla fanciullezza e diviene un compagno insostituibile. Una sorta di oggetto transazionale, ovvero una specie di coperta di Linus. Una coperta che da adulto, bisognerebbe non averne più bisogno

ballerineLe ballerine

Per conquistare un uomo, oppure per emergere in società, oppure per sbaragliare la concorrenza, non servono le scarpe con i tacchi a spillo, magari rosse: le ballerine sono più che sufficienti. Chi le indossa, è una donna sicura di se, e che ritiene che lo stile e la classe non viene messa in pericolo da un paio di scarpe comode e pratiche. Qualcuno sostiene anche che indossare queste scarpe può essere sinonimo di creatività e di conseguenza anche di spiccato senso artistico. Gli artisti, si sa, non hanno bisogno di recitare o di porsi al centro dell’attenzione dal momento che confidano sul proprio talento e sulla propria sicurezza interiore. Forse anche per queste caratteristiche questo tipo di donne, non trovano nessuna difficoltà nell’affrontare le sfide quotidiane perché è senza pregiudizi e aperta a tutto ciò che si intona con la classe, la bellezza e l’eleganza. Al polo opposto (dal momento che si toccano) potrebbe anche esserci una donna che teme di essere vista come inaffidabile e futile. In tal caso meglio non lasciarsi condizionare e lasciar spazio ai propri punti di forza.

Scarpa sportiva

Le donne che amano la praticità e un look semplice (che poi oggi lo chiamiamo anche casual), oppure che si sentono (o vogliono sentirsi) giovani preferiscono indossare una scarpa sportiva. Ovviamente questo non vuol dire che indossano solo queste o che non sono alla moda, però preferiscono prevalentemente affidarsi a quel tipo di abbigliamento cosiddetto ‘trendy’. Chi le indossa è pragmatico e nei rapporti con gli altri preferisce un approccio franco e diretto. Indossare i mocassini potrebbe identificare una donna sobria, seria, che ama la comodità e prendersi cura del proprio benessere. Anche queste donne ovviamente amano sedurre ma la seduzione nasce dal presupposto che se stai bene con te stessa tutto e possibile.

stivaliCorrelazione tipo di scarpa – personalità

Francamente non credo molto a questo tipo di correlazione anche se, genericamente, è possibile (ma sulla base di stereotipi), fornire qualche indicazione.

Indossare scarpe trasandate potrebbe essere la scelta delle persone con difficoltà relazionali, prive di emozioni (perché represse) e incuranti del giudizio altrui; chi cammina firmato, potrebbe essere una persona ansiosa oppure, contrariamente alla precedente, molto interessato a tessere relazioni; anfibi e stivaletti le lasciamo alle persone aggressive, mentre quelle che ‘non puoi non notarle’ ovvero eccentriche, vengono indossate da frustrate oppure ribelli; tacchi altissimi si associano a imprevedibilità ed estrema femminilità mentre chi vuol dominare il maschio sceglie le zeppe; poi abbiamo anche i sandali, usati tendenzialmente da donne disinibite e inclini all’allegria; se le scarpe sono pulite in modo impeccabile, all’ultima moda, chi le indossa teme di essere abbandonata o scaricata e quindi :’…cosa non si fa per essere notate?’; non dimentichiamo le infradito (spontaneità), le ballerine (ingenuità) e il mocassino usato da personalità tendenzialmente caratterizzate dalla furbizia.

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Autore dell'articolo: domenico bumbaca