psicologia e danza

Il tango nelle milonghe

Il tango nelle milonghe

Ringrazio Valentina Bruno per questo contributo

Milonga e vettrianoÈ una serata senza tanta magia, ma forse sono io che non riesco più a godermela come all’inizio. La pista della milonga, però, è davvero fenomenale: parquet vero, chiaro, così morbido che ballare qui stanca di meno. E poi ci sono le persone: i frequentatori tradizionali – gli “afecionados”- le signore in ghingheri, i soggetti improbabili di varie età, i tangueros e le tangueras di tutto rispetto, i maestri della serata con i loro allievi, la coppia argentina che si esibirà a mezzanotte, il “musicalizador” con l’immancabile cappello e via via fino agli attenti gestori del locale, il giovane barista, la cameriera sorridente etc. etc.
Il tango è un ballo “sociale” e qui, per fortuna, si vede. 
Le coppie in pista ballano abbastanza ordinate e con un livello tecnico medio gradevole; certo, la scheggia impazzita che fa tre passi indietro perché “me l’hanno insegnato ieri allo stage di XY” non manca mai e anche questa è una sicurezza!Milonga e tango
Io sono seduta ad un tavolo con mio marito e due coppie di amici di vecchia data; ai tavoli vicini, tante persone che conosco, chi molto bene, chi solo di vista. Facciamo quattro chiacchiere e si crea facilmente buon umore e sintonia. E iniziano gli inviti, le “miradas”..ci alziamo, balliamo, torniamo al tavolo, beviamo, ridiamo. Tutto come da copione, per intenderci. Ad un certo punto, mi invita un signore canuto: ben dritto sulle gambe mi arrivava a malapena sotto alla spalla, ma lui sembrava non curarsene. Era convinto, sorridente e non gli si poteva proprio dire di no. Ci avviciniamo e ci metto un paio di minuti ad abituarmi a quell’abbraccio così diverso. In pratica, mi sentivo come una giraffa che non sa dove mettere il collo ma poi ho pensato di sfruttare l’occasione: mi sono esercitata a stare dritta senza appoggiare la testa e mi sono lasciata guidare. Il minuto signore era bravo! Sapeva parecchie combinazioni (compresa quella con i passi indietro, che mi è toccato – ahimè -seguire) e le marcava con maestria e con un buon orecchio musicale, per giunta! Beh, stupita sia da lui che da me’, sono tornata al mio tavolo molto divertita dall’esperienza! 

Anche quando meno te lo aspetti, la milonga quella sincera, magari non perfetta ma popolata da persone che amano davvero il tango – ognuno come può – riesce a sorprenderti e ti regala un’emozione, non sempre legata al pathos interpretativo dei brani ma non per questo meno importante, anzi.

La socializzazione, l’accettare di mettersi in gioco con l’Altro, cercando di seguire le stesse regole, trovo sia un esercizio socialmente utile per ogni essere umano, di qualsiasi età e nazionalità. Perciò, lunga vita alle milonghe tradizionali, templi pagani di musica, educazione, rispetto e sano divertimento!

Autore dell'articolo: domenico bumbaca