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Philofobia, ovvero La Paura di Amare

la paura di amare

La paura di amare

Philofobia ovvero la paura di amare. Il termine, com’è prevedibile, viene dal greco; infatti la Philofobia viene da  “φιλος” (amore), e da “φοβία” (fobia). Definita in termini semplici e immediati, descrive quei soggetti che hanno paura dell’amore. Quindi, paura di innamorarsi, di unirsi o attaccarsi ad altre persone.

Qualcuno la definisce, facendo un salto dialettico forse un pò audace, anche come anoressia sentimentale, dal momento che in casi estremi, potrebbe essere caratterizzata anche dalla mancanza totale (o in parte) del desiderio sia affettivo che sessuale.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona.
Dante Alighieri, Inferno, Divina Commedia, 1304/21

La paura di amare – cause

Escludiamo dal ragionamento tutti quei casi ove l’origine è ben evidente: una profonda delusione amorosa (siamo stati lasciati) ci frena ed evitiamo di correre lo stesso rischio per non soffrire di nuovo oppure per non avere altre delusioni.

Chi ne soffre (non tutti ne sono consapevoli) nella propria infanzia potrebbe aver vissuto in un contesto ove  l’amore di cui era circondato poteva essere stato percepito come smisurato; oppure, al suo contrario, la totale assenza di amore se non addirittura rifiuto, come quando di cresce in un ambiente affettivamente gelido. Insomma, un ambiente dove l’amore è stato vissuto in modo distorto.

Amor al cor gentil ratto s’apprende.

Dante Alighieri, Inferno, Divina Commedia, 1304/21

In ambito psicoanalitico potremmo rifarci al concetto della figura di attaccamento di Bowlby a cui rimandiamo.

Questo ambiente distorto come detto sopra, in alcuni casi apre una ferita che non guarisce e che quindi, sanguina continuamente, in particolare quando il rischio di innamorarsi diviene imminente.  Questi soggetti non vogliono soffrire e  vivere sentendosi in gabbia e compensano questa sorta di unilateralità, riempendo la propria  vita  di interessi e occupazioni (spesso sono persone di successo) da cui è difficile svincolarsi.

L’amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile.
Theodor Adorno, Minima moralia, 1951

In questi ed altri casi, nel soggetto, ogni qual volta ci sono i presupposti per un ‘avvicinamento’ oppure un ‘approfondimento’, una sorta di meccanismo di difesa spinge a tradurre in sofferenza ciò che invece sembra solo profondo amore. Un po’ come dire che non amo perché non voglio soffrire. Ecco che in questo caso, di punto in bianco, il soggetto ‘sparisce’ interrompendo una relazione che fino a quel momento era ‘piena’ e gratificante, adducendo spesso spiegazioni che, seppur circostanziati e  logiche, in realtà sono inconsistenti.

«Essere amati profondamente da qualcuno ci rende forti;

amare profondamente ci rende coraggiosi
(L. Tze)

La paura di amare – Cos’è l’amore

Lasciamo parlare i filosofi, in particolare Platone che   “…Durante il simposio, prende la parola anche il commediografo Aristofane e dà la sua opinione sull’amore narrando un mito. Un tempo – egli dice – gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v’era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione…”

Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l’altro s’allontana.
Oh no!
Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai.
Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, ..e nessuno ha mai amato.

William Shakespeare

Bene, se questo è l’amore, il philofobo, anche quando sembra abbia ritrovato la propria metà, invece di esserne lieto, non riesce a lasciarsi andare, resta insicuro, non riesce a trovare pace, non si tranquillizza e, in una parola, rinuncia all’amore e fugge, potremmo dire, in modo irragionevole.

Al desiderio di unione si  preferisce la paura di fusione e quindi confonderci con l’altro spaventa e … si scappa. 

In alcuni casi si assiste a sintomatologie tipiche degli attacchi di panico che, chi ne soffre, sa fin troppo bene che  portano a ridurre anche vistosamente il proprio stile di vita (lavoro, scuola, relazioni amicali, etc).

Quando si ama, si raggiunge una profonda intimità con l’altro, si mette a nudo, totalmente la propria persona .. si getta la maschera, in una parola ci si denuda ma noi sappiamo che questo archetipo, la Persona, rappresenta molte difficoltà da cui se non si trova una sintesi, difficilmente si trova l’armonia e il senso di completezza.

«Il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte.»
(O. Wilde)

Come riconoscere un/una Philofobo/a

Siete in coppia con una persona e sembra che tutto va bene, anzi benissimo, totale intesa in ogni ambito, sintonia totale e complementarietà completa?

Bene, sappiate che chi soffre di questo disturbo, improvvisamente riduce il numero delle telefonate, degli sms, degli incontri.

Se voi invece insistete per avere spiegazioni e le poche fornite non vi soddisfano perché le ritenete inconsistenti, e quindi continuate a chiamarlo e alle sue non risposte mandate sms, bene, sappiate che la persona in questione potrebbe cambiare numero, potrebbe accusarvi di essere uno stalker, potrebbe (se insistete) diventare anche violenta.

Se tutto ciò vi lascia senza parole, se questo è ciò che vi è accaduto o vi sta accadendo e non sapete perché, ecco avete appena fatto un incontro ravvicinato con un philofobo.

Cosa fare

Il philofobo, se non ‘lavora’ sul problema e non lo risolve, resterà tale. Quindi se vi siete innamorati di questo soggetto, fuggite.

Tutti dicono che l’amore fa male, ma non è vero. La solitudine fa male. Il rifiuto fa male.
Perdere qualcuno fa male. Tutti confondono queste cose con l’amore,
ma in realtà, l’amore è l’unica cosa in questo mondo che copre tutto il dolore
e ci fa sentire ancora meravigliosi.
(O.Wilde)

Se invece il philofobo ‘riconosce‘ il proprio disagio perché in fondo comprende che innamorarsi è una cosa fantastica ma teme di aprire i propri confini all’altro per non sentirsi invaso e in un certo senso per non voler cambiare la propria vita, se decide quindi di andare in fondo e comprenderne le vere ragioni e liberarsene, allora ci sono buone chance perchè in questo caso si può guarire e finalmente cominciare a vivere e ad amare.

 

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