Il senso di colpa dal punto di vista psicoanalitico

Il senso di colpa dal punto di vista della Psicoanalisi si focalizza prevalentemente sul concetto di regola:

  • il bambino obbedisce  per la paura di essere punito o di perdere l’affetto dei genitori;
  • l’adulto per la consapevolezza e il dolore di aver fatto del male agli altri o a se stessi ed ha il desiderio di riparare al danno causato.  

«Senso di responsabilità o senso del dovere significa essere consapevole del male compiuto e/o del proprio essere in quanto segnato da questo male. Questo senso di colpa nasce di solito attraverso il “sentirsi” colpevole…provare un sentimento di colpa. Più precisamente si tratta non di un sentimento ma di diversi sentimenti ed emozioni spiacevoli, come, per esempio, inquietudine, angoscia, tristezza, sconforto, dolore. Per questa ragione si suole anche parlare di «sensi di colpa».  

Ciò che dà consistenza al senso di colpa comprende alcuni aspetti tra cui: modi comportamentali vietati, il conflitto tra ciò che fa star bene a noi e ciò che genera dolore negli altri e  l’incongruenza  tra l’ideale di se e ciò che si è veramente che, inevitabilmente, crea una  frattura tra la realtà percepita e quella oggettiva.

Chi, almeno una volta, nella vita, non si è espresso dicendo: “mi sento in colpa”?
Ma cos’è il senso di colpa quando non  è che un semplice intercalare? Quanto può ‘minare’ la nostra esistenza, quanto può condizionare le nostre scelte, come elaborarlo e naturalmente, come sciogliere i fili che legano saldamente le nostre emozioni e la nostra quotidianità limitando, a volte anche pesantemente, le nostre azioni e le nostre scelte?

Sentirsi in colpa ha diverse connotazioni. L’aspetto costruttivo  permette senza dubbio di gestire e contenere l’eventuale aggressività verso determinate persone o situazioni. Quando ci si rende conto della sofferenza altrui, ad esempio, sentirsi in colpa ci permette di non infierire.

In questo caso quindi, il senso di colpa appartiene alla coscienza (sappiamo che l’apparato psichico è composto anche di altre istanze come, ad esempio l’inconscio). Se la coscienza del soggetto è integra, è possibile comprendere che il codice morale sta per essere violato e quindi, qualcosa simile ad un biofeedback, ci blocca e ci impedisce di andare oltre.

Quindi qualcosa ci allerta e non ci fa commettere le cosiddette ‘brutte azioni’  (che possono essere cattive, illegali, brutali, etc). Il superIo, per dirla alla Freud, ci fa prendere contromisure correttive e non commettiamo l’azione malvagia. Il senso di colpa, ci impedisce di avere, in seguito, senso di colpa. Un bel giro di parole che, credo, dia il senso delle cose.

 Vediamo altri aspetti, più legati ad altre regioni dell’apparato psichico: l’inconscio.

Tutte le volte che ci sentiamo inadeguati (senso di inferiorità, non amati, non apprezzati, etc) senza sapere perché, ci troviamo nella situazione in cui l’inconscio (i suoi contenuti) supera la barriera della coscienza e influenza negativamente il suo normale funzionamento.

Per lo psicoanalista il senso di colpa è legato al SuperIo, istanza morale in parte inconscia che comincia a registrare la sua attività sin dalla prima infanzia annotando tutti i divieti genitoriali, sociali e religiosi. Non occorre che il ‘fatto’ o la regola sia stato agito o infranta, basterebbe infatti averlo solo pensato affinchè il senso di colpa associato faccia effetto.

Ci si sente, come dire, non a posto o ‘con la coscienza sporca’. Quindi quando i genitori, i nonni, i maestri o il prete, potrebbero non essere soddisfatti del nostro comportamento o dei nostri risultati, ecco che un senso di disagio più o meno profondo comincia a farsi strada nel fanciullo che, nei casi estremi, potrebbe sentirsi il responsabile di ogni male possa accadere nella vita che lo circonda. E’ importante tener presente che la mancanza di soddisfazione percepita può anche non essere reale ma solo supposta.

Insomma, il bimbo è portato a pensare: “…. È tutta colpa mia”.

Il ruolo della famiglia, che dovrebbe tendere a far crescere i figli in modo libero e privo di condizionamenti, in alcuni casi fallisce, ottenendo dubbi successi educativi, perché i genitori fanno leva proprio sul senso di colpa dei figli, creando involontariamente molti problemi che incrinano il processo di crescita e di affrancamento. Si cresce pensando di essere cattivi oppure egoisti mentre invece, a volte sono i genitori a porre al primo posto i propri bisogni.

Con questi genitori, affrancarsi è imperativo per non correre il rischio di sentirsi continuamente e perennemente in colpa e inadeguati perché schiacciati dalla tendenza, ovviamente nevrotica dei genitori, a colpevolizzare per ogni inezia, creando un senso di insicurezza che potrebbe accompagnarci per tutta la vita.

Da quanto detto sopra si evince che per liberarsi da colpe che sono inesistenti, diviene necessario liberarsi di questi fardelli che ci portiamo dietro dall’infanzia. Dobbiamo sfrondare tutto ciò che non ci appartiene e vivere la propria genuinità e unicità.

Ad esempio, accade spesso che il figlio che si sente meno amato si occupi maggiormente dei genitori anziani (dietro si cela il desiderio di ricevere quell’amore che ci è stato negato).  Gli altri figli potrebbero non avere   questa esigenza perché si sono sentiti sufficientemente amati.

E’ importante  riconoscere attraverso un’attenzione particolare alle pulsioni interne se una certa cosa la si fa per senso di colpa oppure perché è la cosa più giusta da fare in quel momento.

Mantenere la coscienza vigile permette di dividere le intrusioni dell’inconscio, e spesso la psicoterapia può risultare necessaria proprio per rafforzare la coscienza e quindi l’Io del soggetto ed impedirgli di soccombere ai condizionamenti che hanno ‘aggiunto’ pesantezza dall’infanzia. La psicoterapia quindi,  ha lo scopo di ‘togliere’  tutto ciò che appesantisce l’apparato psichico e ne altera il normale funzionamento.  

Concludendo, possiamo affermare che  i sensi di colpa sono emozioni inutili e quindi spesso dannosi perché non fanno star bene e non cambiano nulla. Tuttavia il senso di  colpa impedisce come dicevamo sopra,  di realizzare il proprio progetto di vita e di rimanere incastrati o meglio di mantenere cristallizzati i meccanismi infantili.

Finchè non ci affranchiamo da mamma e papà, il nostro progetto non decolla e da adulti ci si ammalerà di sensi di colpa e si guarisce solo se  ci si riuscirà a liberare e realizzare quello che Jung chiama processo di individuazione, che poi altro non è che la piena realizzazione del proprio SE.

 

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