Lo stress – dall’uomo primitivo al manager

Se pensate che ci fu un’epoca felice immune dallo stress siete in errore. Anche (e forse più) nei tempi che furono, cioè i tempi in cui l’uomo viveva nelle caverne, si era sottoposti a continui stress: la ricerca del cibo, la sicurezza, avere un riparo (dal freddo, dal caldo, dai predatori, etc), ponevano i nostri antenati sotto un continuo stress e i meccanismi neuronali erano esattamente gli stessi di quelle che abbiamo sviluppato fin qui.

 Temo sia inutile definire il significato del termine  STRESS. Oramai  sappiamo che tutti ne soffrono: dal manager all’operaio, dall’impiegato allo studente, dall’automobilista alla casalinga. Tutti ne parlano, associandolo quasi sempre al disagio esistenziale della vita moderna.

Quanto sei stressata?

Ma che cosa è veramente lo stress?

E’ un termine usato prevalentemente nel mondo delle costruzioni. Gli ingegneri devono trovare il punto di rottura o resistenza dei vari materiali sottoposti a sollecitazioni e per fare ciò sottopongono quei materiali a situazioni di sforzo o stress.stress di una trave

E … non accade la stessa cosa agli esseri umani? Qual’è il punto di rottura di ognuno di noi quando siamo sottoposti a ‘sforzi’ nel lavoro, nelle amicizie, nelle relazioni sentimentali? Fino a quando resistiamo? Se una trave è sottoposta ad uno sforzo di 1Kg in più di quanto può sopportare, si spezza. Lo stesso accade a noi, in ogni situazione.

Poiché lo stress non ha nulla di fisico dobbiamo considerarlo come tra le cose più pericolose, perché arriva all’improvviso e i suoi effetti possono anche essere disastrosi e non esistono farmaci che lo curano. L’unico modo per curarlo è: curarne le cause. Se invece, pensando di far prima, ci affidiamo ai farmaci perchè qualcuno ci ha detto che attenuano la sintomatologia, si sappia che così facendo, cioè non curandone le cause, si corre il rischio di diventare dipendenti e aggravare così la situazione. Inoltre, paradossalmente, l’uso del farmaco ci allontana ulteriormente da ciò che l’intero sistema psicofisico tenta di dirci. Un segnale, un messaggio, un ‘urlo’, insomma un qualcosa per informarci che c’è qualcosa che non va. Quindi, la situazione di stress è un campanello di allarme che quando suona è come se ci dicesse: fermati e rifletti.

In situazioni di stress l’organismo, nella sua globalità (mente-corpo) reagisce come se ci fosse un pericolo (e non importa se sia reale o immaginario) e reagisce in base ad un automatismo tipico della specie umana: la lotta o la fuga. In questo contesto i parametri fisiologici cambiano repentinamente in particolare quelli più utili alla sopravvivenza e cioè:cuore, cervello, muscoli.

In funzione della o delle situazioni stressanti (morte di un familiare, separazione, matrimonio, sessualità, malattia, licenziamento etc) è possibile calcolare il reale rischio di malattia cui stiamo andando incontro.

Ovviamente non è tutto generalizzabile, infatti esistono persone che reagiscono benissimo e senza apparenti difficoltà a situazioni laddove altre persone magari più sensibili, vivrebbero situazioni anche meno ‘a rischio’ come un dramma. Per cui  quando rendiamo ogni problema, anche il più banale, “un problema di vita o di morte”, inneschiamo una reazione da stress che potrebbe e dovrebbe essere evitata o quantomeno contenuta. Non facendo ciò creiamo ed alimentiamo lo stress. Non vorrei far passare la convinzione che lo stress sia un male da evitare, non è così. Lo stress è, entro certi limiti, utilissimo. Ciò che è un male è l’eccesso di stress. Lo stress in piccole quantità invece è anzi raccomandato, perchè in tal modo riusciamo a sviluppare un qualcosa che somiglia ad una difesa e questo ci permette di affrontare le situazioni difficili, quelle che innalzano il nostro ‘nervosismo’ , con minuri difficoltà.

Esistono segnali fisici che possono essere visti come indicatori di stress e cioè: l’eccessiva preoccupazione, la presenza di tic, in particolare quelli oculari ma non solo, parlare in fretta, fumare troppo, mangiarsi le unghie, eccessiva sudorazione (delizioso l’esempio tratto dal film: Emotivi anonimi), emotivi anonimitensione muscolare; troppi caffè, dolci o alcol, sedentarietà, irascibilità, eccessiva acne o psoriasi, frequenti  infezioni, come: cistite, vaginite, Herpes labiale e/o genitale (che si manifesta con bolle sui genitali maschili e femminili) e last but not least (ultimo ma non per questo meno importante): i tumori;  di cui sembra che in alcuni casi, sia dovuto al fatto che il sistema immunitario (quando si è sotto stress) ne risente e quindi diminuisce la capacità di contrastare e distruggere le cellule anomale e cancerose, che continuamente si formano in ogni essere umano.

Ricerca

Recentemente , è stato pubblicato sul Corriere uno studio  “… anglofinlandese condotto su più di 2mila impiegati governativi inglesi fra i 35 e i 55 anni e pubblicato su PLoS ONE ha infatti scoperto che passare oltre 11 ore al giorno – ovvero più di 55 alla settimana – fra le scartoffie dell’ufficio aumenta di due volte e mezzo il rischio di cadere in depressione, mentre chi segue ritmi di lavoro più regolari (in altre parole, sta alla scrivania le 7 o 8 ore contrattuali) vive senz’altro meglio, a tutto vantaggio dell’umore.Aree di miglioramento” . Nelle note conclusive i risultati della sperimentazione, hanno evidenziato che “… Va rilevato che all’inizio della ricerca tutti coloro che vi hanno preso parte erano sani e non presentavano particolari fattori di rischio legati alla depressione: ragion per cui la correlazione fra sovraccarico di lavoro e umore pessimo, tendente alla depressione, è stata lampante”.

Aree di miglioramento

Le tipiche aree il cui cambiamento è in grado di migliorare la gestione dello stress possono essere:

Il tempo: buona parte delle nostre attività è condizionata dalla gestione del tempo ed esistono persone che ad esempio lo impiegano a proprio danno. Ogni manager sa (ed esistono corsi specifici) che il tempo è una risorsa e come tale va ottimizzata. Ovviamente, anche il tempo speso in attività di relax è speso bene. Il segreto sta nel dosare tale risorsa in modo opportuno. Solo che anche in questo ambito c’è chi riesce a fare mille cose nel proprio tempo senza stressarsi e chi invece, pur avendo tanto tempo, non riesce a fare le cose che si era prefissato e questo incrementa notevolmente lo stress. Vogliamo cambiare questa cosa?

Gli eccessi:  Non ha senso combattere lo stress con uno stress più dannoso del primo. Ad esempio, se siamo stressati dal direttore generale, dalla chiusura del bilancio o dal cliente che non firma il contratto o dal fatto che non vengono raggiunti gli obiettivi di business, oppure dal marito, dai debiti, dai creditori che non pagano, non ha senso, è dannoso, eccedere nel fumo, nell’alcol, nel caffè, nel cibo o nei farmaci. In questo modo danneggiamo, forse irreparabilmente, il nostro corpo. Quel corpo che nella sua totalità (mente-corpo) tramite la sensazione di dolore o di disagio, ci sta informando, anzi suggerendo, che qualcosa non va e che dovremmo, in tempi anche rapidi decidere cosa cambiare e come.

Quali terapie

Ci sono mille modi per uscirne ma sono sole poche quelle che funzionano. La prima in assoluto è: desiderarlo.

Se lo desideriamo, se cioè abbiamo deciso di ascoltare il messaggio che lo stress ci invia, se abbiamo quindi deciso di guarire e vivere una vita ‘normale’ e cioè caratterizzata ad esempio dalla serenità e dalla legerezza, allora dobbiamo allentare la ‘morsa’ che ci stringe. Dobbiamo cominciare a imparare a rilassarci, condurre  una vita senza eccessi e se non basta, farsi aiutare da un esperto che poi vuol dire: iniziare un percorso psicoterapeutico.

Abbiamo una sola vita e dovrebbe avere come obiettivo quello di viverla bene, quindi senza un eccesso di stress …. o no?

Condividi questo articolo sul tuo social network preferito