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Le parafilie – Esibizionismo e Voyeurismo

guardoniIl voyeur vero e proprio è chi trae soddisfazione unicamente dall’osservare una persona o una coppia in intimità o in attività erotiche. Il cosiddetto  guardone, non visto, scarica l’eccitazione che deriva dall’essere entrato in contatto con il corpo di altri ignari attraverso la masturbazione. Anche l’esibizionista ha bisogno del pubblico, l’oggetto a cui mostra i propri genitali non sia bendisposto e partecipe. C’è quindi in sottofondo un’idea di furto, di provocazione o di illecito. Nel primo caso è l’idea di penetrare nell’intimità degli altri, nel secondo quella di sorprenderli e di provocarli attraverso l’esposizione dei propri genitali.

La dinamica psicologica e relazionale prevalente si basa sullo sbilanciamento del potere. Il potere di sorprendere, di disgustare, di impaurire e di invadere l’altro provoca reazioni sociali di allarme e, spesso e malvolentieri, porta all’arresto. Un’altra costante è la ritualità e la centralità della tematica stessa. Esibizionista e voyeur condividono un’attenzione ossessiva ai rituali in cui deve essere messa in scena la perversione stessa: le fantasie e la ricerca minuziosa dell’allestimento, dei personaggi coinvolti e di ogni altro particolare e risvolto, richiamano alla teatralità dello stesso dramma ripetuto all’infinito.

Un’altra caratteristica è il legame ossessivo che il regista di questa messa in scena ha con lo svolgimento di quella specifica trama: l’idea di un cambiamento, a volte anche minimo, produce fenomeni di irritazione, di ansia e anche di vero e proprio terrore.  Proprio nel rituale ossessivo, insostituibile e fisso dei singoli componenti e nel potere  possiamo tentare di decodificare la risposta perversa.

Per Freud il voyerista gestisce l’angoscia regredendo verso forme di sessualità arcaiche, infantili. Fenichel invece lo fa risalire ad una fissazione infantile, al momento in cui da bambino ha visto o sentito i propri genitori mentre avevano un rapporto sessuale. Il trauma della scena primaria (di cui inconsciamente si è sentito escluso) potrebbe riattualizzare quell’evento. Con questa attività, ovvero guardare gli altri mentre hanno il loro rapporto sessuale tenta un cambiamento della situazione ‘padroneggiando’  quella visione originaria vissuta solo passivamente.

Tutte le altre parafile.

A curi si C. Simonelli, F. Petruccelli, V. Vizzari “Le perversioni sessuali” Franco Angeli, 2000.

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