Hermann Rorschach e le origini del test

Non sappiamo molto di Hermann Rorschach, perché, in virtù delle sue caratteristiche personali (del tipo: genio e sregolatezza) ha lasciato poche informazioni sulla sua vita; ciò che conosciamo lo dobbiamo quasi esclusivamente ai suoi contributi scientifici, di cui però le informazioni che abbiamo sono incomplete, infatti  la documentazione sulla fase iniziale del test è povera, sappiamo solo che nel 1911 Rorschach somministrò uno dei suoi primi prototipi, insieme al Reattivo di Associazione Verbale di Jung, agli studenti di Althau, allievi del suo ex compagno di scuola K. Gehring. Un esperimento complesso, il cui materiale però è andato perso. Dopo queste  esperienze iniziali, svolte nel periodo 1911-1912, ci fu un lungo intervallo in cui lo psichiatra si dedicò ad altri lavori, per poi riprendere la sperimentazione nel 1917, su sollecitazione del direttore dell’ospedale psichiatrico di Zurigo,  E. Bleuler, il quale convinse il suo ex allievo a riprendere gli esperimenti con le macchie, condotti anni prima. Il giovane psichiatra, nel giro di tre anni, scrisse Psychodiagnostik, testo pubblicato nel 1921, a causa di problemi editoriali.

Fondamentale per la realizzazione della sua opera, fu l’incontro con Carl Gustav Jung. Fiorentino (2011) sostiene che durante i  corsi universitari di medicina di Jung, a cui Rorschach partecipò, furono trattati due argomenti che sarebbero poi diventati fonti d’ispirazione per Rorschach: i risultati della sperimentazione del Test di Associazione Verbale e l’illustrazione di un test, il Klecksographie (Scrittura con le macchie), di J. Kerner.

Rispetto alle macchie di Kerner, Rorschach introdusse alcuni cambiamenti significativi: inserì il colore, rese più indefinite le macchie e infine formulò una grande sistema per classificare le Risposte, ovvero la Siglatura.

Anche rispetto al reattivo di Jung ci sono parecchie affinità. Il Test di Associazione Verbale è composto da un elenco di 100 parole-stimolo cui il paziente deve rispondere con la prima parola che gli viene in mente. I criteri principali per l’analisi dei risultati sono: Tempo di Latenza, Perseverazione, Rifiuto, le associazioni di carattere introverso vengono scritte sulla sinistra del foglio dei computi, le associazioni di carattere estroverso sulla destra. Sono gli stessi criteri della Prova Rorschach e del TVI.

Inoltre in Psychodiagnostik, Rorschach definisce il concetto di Risposta Complessuale facendo esplicito riferimento agli esperimenti di Jung, e utilizza spesso questo termine sia nel corso della sua opera principale, che nel lavoro pubblicato postumo Sulla valutazione del test di interpretazione delle forme.

Dunque, il Test di Associazione Verbale si basa su parole-stimolo che evocano configurazioni complessuali, il Test di Rorschach invece si basa sulla percezione di macchie senza forma, che posseggono un carattere evocativo che può rivelare configurazioni complessuali.

La differenza fondamentale fra i due test sta nel fatto che uno si basa su uno stimolo prevalentemente cognitivo, la parola, l’altro, invece, si basa sulla percezione visiva e sulla attivazione di immagini, che si pongono in una linea di confine molto più vicina all’inconscio.

E’ possibile affermare che Rorschach, quando somministrava il Reattivo di Jung, aveva come obiettivo quello di validare il suo lavoro, che alla fine pubblicò, appena un anno prima di morire in modo improvviso, a 37 anni, rivoluzionando così il mondo della psicologia e della psicodiagnosi.

Peralta, A., H. Rorschach e C.G.Jung, una relazione di reciproca ambivalenza, relazione presentata alla I Giornata di Studio Rorschach e Psicologia del Profondo, Roma 2006, in Atti della I Giornata di Studio, pubblicati nel settore Rorschach e Psicologia del Profondo del sito della SRR, a cura di M.Fiorentino

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