La personalità secondo Freud

Come si costruisce la personalità

La personalità che abbiamo da bambini, potrebbe trasformarsi da adulti?  Ci sono state tantissime discussioni in merito alle diverse teorie della personalità. 

Ma vediamo, da che cosa dipende la personalità di un soggetto secondo Freud: Più di cento anni fa sosteneva che la personalità si forma nella prima infanzia e rimane costante, ovvero la stessa, per tutta la vita, quindi anche nell’età adulta. Ebbene, sembra che le ricerche moderne, confermano questa tesi che, ripetiamo, Freud la formulò più di cento anni fa,  confermando che il pensiero di Freud aveva un senso.

Ad esempio, sul Journal of Personality, del mese di febbraio, viene riportato uno studio condotto su 103 bambini per ben 19 anni (una ricerca longitudinale). La ricerca inizia con i bambini di 4 anni ed è stata quindi condotta fino ai loro 20 anni.

I ricercatori, intervistarono genitori e insegnanti, quando i bambini avevano 4 anni. Sulla base di queste osservazioni, i bambini furono classificati in: poco controllati, troppo controllati e resilienti (in psicologia, la resilienza indica la capacità di fronteggiare positivamente le eventuali avversità della vita, mantenendo la capacità di approfittare delle opportunità che la vita offre, preservando la propria identità).

I genitori dovevano compilare ogni anno un questionario fino al raggiungimento dei 10 anni, poi altri questionari all’età di 12, 17 e 23 anni.

I ragazzi classificati come ipercontrollati, erano timidi, quelli poco controllati aggressivi, i resilienti erano a metà tra gli altri due.

Quelli molto controllati fanno troppa attenzione alle proprie emozioni ci dicono gli autori della ricerca, “… quindi sono meno in grado di agire ‘naturalmente’ e ‘spontaneamente’. Perché sono così lenti a riscaldarsi, che sono visti e percepiti dagli altri come molto timidi“, aggiungendo che i bambini poco controllati o ‘incontrollati’ erano più impulsivi e le loro azioni erano dettati dall’impulsività e dalla frustrazione e la loro modalità di comunicazione era tendenzialmente aggressiva.  Questi bambini diventeranno bulli ed erano caratterizzati da sentimenti di rabbia e ricerca di potere.

All’età di 23 anni, questi bambini/ragazzi erano ancora bulli, quindi prepotenti e aggressivi anche se nel corso degli anni, si assisteva ad una moderazione di tali atteggiamenti.

I resilienti invece, erano più adattabili e in grado di gestire e controllare meglio le proprie emozioni. Si riprendevano facilmente dalle avversità e avevano una condotta più matura. Crescendo, il loro comportamento non era né compulsivo né impulsivo ma ponderato.

Inoltre, è stato possibile verificare ciò che Freud aveva intuito, ovvero, crescendo, questi bambini da adulti, riescono a mantenere la loro personalità iniziale. In altre parole i bambini resilienti, ipercontrollati e incontrollati diventavano adulti  con le stesse caratteristiche.

Una piccola differenza c’è tuttavia nei bambini incontrollati, dal momento che da adulti diventavano meno aggressivi. Una possibile spiegazione ci viene dal fatto che quasi certamente questi bambini venivano puniti più degli altri. Quale genitore rinforza l’aggressività dei figli?

Come si modella la nostra personalità?

Come Freud ci ha insegnato (e lo studio lo conferma) la personalità si forma lungo le fasi dello sviluppo e indubbiamente l’ambiente in cui viviamo lo struttura, lo modella.

Nella fase edipica i bambini sviluppano il complesso che spingono le bambine ad essere attratte dal papà o dalle figure paterne e i maschietti dalla figura materna.

Altri psicologi hanno negato l’influenza dell’ambiente (Hans Eysenck e Raymond Cattell) dal momento che pensavano che il fattore determinante fosse l’ereditarietà, cioè per questi studiosi la personalità veniva ereditata. Sostenevano infatti che fattori come la timidezza, oppure l’aggressività fossero codificate nel DNA o in specifiche parti del cervello.

In questa ricerca, i ricercatori affermano senza ombra di dubbio che per la formazione della personalità, giochino fattori come l’ambiente ma anche la genetica.

Tuttavia ciò che è veramente determinante sono i fatti della vita. Se ad esempio, ad un bambino viene detto di essere meritevole esso si sentirà e di conseguenza si comporterà come meritevole; se invece gli viene detto che è immeritevole, avrà quasi certamente problemi legati all’autostima.

Se notano che i fratelli o le sorelle vengono elogiati in ambiti specifici, egli tenderà ad imitare proprio quei tratti.  

Verrebbe da dire che viviamo giorno dopo giorno ciò che diventiamo e diventiamo ciò che viviamo, in un eterno circolo virtuoso di continui cambiamenti.

Quindi la ricerca conferma la teoria della personalità di Freud.   

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