Il ruolo del  Padre nell’attuale società

Il ruolo del  Padre nell’attuale società

Parlare del padre, oggi, è molto difficile, contrariamente a quanto lo poteva essere fino alla fine dell’ultima guerra. Infatti il ruolo del padre era chiaro e netto e nessuno lo metteva in discussione. Poi però tutto cambia e per i padri diviene difficile provvedere al sostentamento economico per se stessi e per la propria famiglia. In seguito, il boom economico riuscì parzialmente a ricomporre questo ruolo ma negli anni successivi, sia in Italia che altrove, le cose cambiano notevolmente al punto di creare un mito, quello del padre assente. Questo mito è stato rinforzato anche dal fatto che si è posta l’attenzione sulla madre e sul suo impegno e sempre meno su quella del padre, via via sempre più svalutato.

La psicoanalisi, con Freud, evidenziò l’importanza del padre (vedi il complesso di Edipo), ma in seguito, i suoi allievi scrissero molto di più sul ruolo della madre e sempre di meno su quello del padre. Melania Klein, si focalizzò sul ruolo del bambino attaccato al seno materno, Bowlby  sulla figura di attaccamento e Winnicot ribadisce l’importanza che una madre buona è indispensabile per la crescita dell’uomo.

Dov’è il padre? E’ stato escluso da ogni discussione che lo veda come utile alla crescita del benessere psicologico dei figli.

C’è naturalmente una differenza sostanziale tra il ruolo materno e quello paterno. Il padre, non allatta, non porta il feto, non lo nutre, non lo partorisce.

Quindi il legame madre-figlio è essenziale per la sopravvivenza del figlio, quello con il padre invece, è un legame tutto da  costruire, e la sua fragilità può essere risolta solo se la società a contorno, istituzionalizza dei riti e delle regole, tipo quella che avevano i Romani. Li, il Pater familias, aveva potere di vita e di morte con la sua familias. Era il capo indiscusso: la moglie, i figli, le nuore e gli schiavi erano a lui sottomessi. Egli esercitava la patria potesta, un potere che esercitava fino alla sua morte, e che gli conferiva molte facoltà, tra cui quella di vita e di morte oltre al potere di venderlo (il figlio) come schiavo. 

Ma, a parte queste estremizzazioni (durate più di 700 anni), è indubbio che il padre lo si associa al senso di responsabilità; in lui si vede il sostegno, insieme alla madre, per curare lo sviluppo emotivo della prole e con essa le generazioni future, permettendo che la specie (Homo Sapiens Sapiens) abbia un futuro. Oggi viviamo in un mondo ove viene esclusivamente premiata l’efficienza produttiva e sempre meno quella di tramandare valori.

Un altro aspetto non meno importante viene affidata alla constatazione che oggi, sia madre che padre sono maggiormente preoccupati a farsi amare e sempre meno a farsi rispettare e soprattutto a mettere in primo piano ciò che dovrebbe (lo è sempre stato) essere l’attività primaria: l’educazione. Una funzione spesso esercitata dalla madre e sempre meno dal padre.

Assistiamo sempre di più ad una madre che si accolla tutte le funzioni (anche quelle paterne) e un padre che si sfila sempre di più.

Il Processo di Kafka, narra di una persona condannata per un crimine di cui non ricorda nulla, chi dovrebbe non gli dice nulla fino alla fine del processo, che si conclude con la sua condanna.  Potrebbe essere una buona metafora di questo padre sempre più assente?

Cosa è rimasto del Pater Familias di cui parlavo sopra? La risposta è facile: nulla o poco più.

Il padre può solo proporre modelli o valori, a cui il figlio può opporre il proprio no e a cui viene spesso rimandata la gestione del conflitto (utilissimo per la crescita) che spesso viene elusa.

Dal momento che alla madre viene riconosciuto un potere di natura biologica, quindi fortissimo e ineludibile, al padre (avendo persa la Patria Potestas di cui sopra) rimane un legame che non è biologico ma simbolicamente adottivo.

Mitologemi che rimandano al padre

Conosciamo tutti la storia di Telemaco, figlio di Ulisse e di Penelope. Vive nell’attesa del suo ritorno, del ritorno di un padre che non ha mai visto.

Un mito che racconta la storia dei figli abbandonati e a quei tempi, più di oggi, l’abbandono era reale.

Come abbiamo detto sopra, gli psicoanalisti dopo Freud, hanno raramente scritto in merito del padre. Il mito di Telemaco (figura maschile) è stata presa per la prima volta da Jacques Lacan e recentemente da Massimo Recalcati, ove  il disagio giovanile viene in qualche modo ripreso da una prospettiva psicoanalitica e non solo sociale (si parla moltissimo infatti del disagio giovanile). 

In buona sostanza, il concetto evidenziato si riferisce al complesso di Edipo ed al senso di castrazione che il figlio prova in quella fase.

Il fine di tutto questo è ovviamente la progressione maturativa del figlio il quale, vedendosi impedito l’accesso alla madre e quindi, vedendosi inibito il principio del piacere, impara a seguire regole e leggi, obblighi e divieti, costringendolo ad andare oltre il proprio egoistico bisogno del possesso sia delle cose che delle persone. Ecco quindi che la funzione del padre, diviene quella di introdurre nella vita del figlio, attraverso il linguaggio, il modo, fatto di limiti, per entrare in una relazione con se e con gli altri caratterizzata dall’equilibrio.

Affinchè tutto ciò accada, il complesso di castrazione (simbolico) deve essere giocato seriamente.  E non come avviene in chi attende Godot, oppure come chi, similmente, attende qualcuno che non  arriverà mai. Come abbiamo detto, oggi i padri tendono più a ricercare il consenso dai figli piuttosto che castrare.

Il padre e la sua funzione sta venendo sempre meno dalla nostra società. L’autorità simbolica del padre è sparita dalla nostra società, è relegata (ma non sempre) alla figura di colui che mantiene, ma che ha smesso di trasmettere i valori tipici di cui la società ha ancora bisogno.

Separazioni, divorzi, precarietà lavorativa, alcolismo, gioco d’azzardo, … generano una spaccatura da cui i figli non trovano l’orientamento necessario. I bambini hanno bisogno di direzione ma molto spesso sono i genitori che fanno decidere ai figli.

Nel mito, Telemaco attende l’arrivo del padre, che poi arriva. Nella nostra società i figli attendono Godot. 

Oggi non serve più un padre che elargisce disciplina (non è più credibile) ma, come dice Recalcati, un padre che elargisce testimonianza. Non ci sono più Pater Familias con potere assoluto, ma solo padri testimoni.

Un padre che dica ai figli come stare in questo mondo, quanta passione mettere nelle cose, un padre che insegna, con la propria testimonianza (ed esempio), come essere felici e vivere in questo mondo, pur con tutte le sue contraddizioni, con desiderio, ma anche, non dimentichiamolo, con responsabilità.

Il padre di oggi, non è più quello che  risponde ‘perché lo dico io’; serve un padre umano, che pur con tutti i suoi limiti, dimostra che la vita ha un senso anche se ignora il senso ultimo della vita.

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