COCAINA – personalità del cocainomane

COCAINA  – Personalità del cocainomane

Il cocainomane ha in genere una personalità particolare, spesso soffre di un disturbo narcisistico e pur essendo in genere abbastanza ben integrato a livello sociale (sua caratteristica è del resto la ricerca di occasioni “ricreative”) a differenza di chi fa uso di eroina,  è poco incline ad adattarsi alle richieste della società e ad quelle della famiglia, da cui preferisce fuggire, rifugiandosi in un mondo ideale, un piccolo paradiso artificiale nel quale poter regredire come un bambino, che ha bisogno di riposo e di credere  (in realtà, ne è illusoriamente convinto) che tutto sia possibile. Così il cocainomane, una volta che si trova sotto l’effetto della sostanza, può evitare di porsi problemi (che di fatto, a livello reale, restano immutati e semmai si aggravano a causa della sua incapacità di affrontarli e confrontarsi con essi), che comunque è poco capace di elaborare e di porsi domande e dubbi come tutti gli altri.

Per questo motivo se la stessa persona che abusa di cocaina, decide di affrontare un percorso di disintossicazione, si trova a sperimentare un’ansia estrema, con attacchi di panico ed irritabilità accompagnata da profonde crisi depressive e la devastante sensazione che i problemi dai quali si era fuggiti, si siano ingigantiti e si presentino tutti allo stesso momento, richiedendo di essere affrontati.

La situazione che vivrà il cocainomane in questa fase di disintossicazione è pesantissima, necessita di costanza ed impegno e sono prevedibili un certo numero di fughe nella sostanza, cioè di ricadute per affrontare la tensione nell’unico modo che in quel momento si conosce. la disintossicazione da questa sostanza necessita del ricovero in strutture adeguate a sostenere la persona in tutte le fasi di questo difficile percorso, sempre considerando che la gravità della dipendenza è correlata sia al tempo di abuso sia alle dosi che mediamente vengono assunte.

Il cocainomane tende sempre a minimizzare la sua dipendenza affermando che fa uso della sostanza solo in situazioni di tensione, nelle quali deve migliorare le sue performance,  oppure in quantità molto ridotta (in realtà poiché non è possibile stabilire il quantitativo di sostanza presente in una singola dose, anche un solo e primo utilizzo, può portare alla morte per arresto cardiocircolatorio o provocare conseguenze gravissime sull’organismo o l’insorgenza di psicosi paranoiche) o al posto dei farmaci quando si sente male emotivamente ed ha bisogno di sollievo.

Qualsiasi scusa venga utilizzata per “giustificare” l’uso della cocaina, essa è già un indizio di alcune caratteristiche o stile di personalità dell’individuo che è e resta, di base, caratterizzata dalla tendenza a manipolare gli altri ed a mentire con loro ed anche con se stessi, per trovare giustificazioni al proprio comportamento qualora lo si percepisca come inadeguato. Talvolta, durante la disintossicazione, il cocainomane, soprattutto durante la disintossicazione, può provare anche dei senso di colpa.

In generale però l’assunzione cronica di cocaina è alla base dell’esperienza soggettiva che il mondo in cui si vive sia ostile,  verso il quale è giusto essere sospettosi, in guardia, fino alla sensazione di essere perseguitati da qualcosa e qualcuno  di esterno con lo sviluppo di un vero delirio di persecuzione. I sintomi del cocainomane sono sovrapponibili a quelli di una persona che soffre di una psicosi, dalla quale, per la persona non esperta o che non conosce il soggetto, è difficile distinguerli; essa è irritabile, disforia, attacchi di panico, agitazione. Frequente è il delirio di essere spiati che si inscrive in quadro paranoie di tipo psicotico.

Se la persona che abusa di cocaina soffre di qualche patologia psichica, essa viene notevolmente accentuata dagli effetti della sostanza e questo è alla base di un grave problema nella gestione della disintossicazione per gli operatori sanitari. Infatti, l’interruzione dell’assunzione della droga può far riemergere il quadro psichiatrico che l’individuo con essa tentava di controllare, in modo più acuto di prima. Per evitare quindi sia di rendere più gravoso il percorso con i sintomi psichiatrici amplificati, sia di provocare un abbandono dello stesso, è necessario che la situazione venga gestita in strutture e da personale specializzate che siano in grado di fornire tutta l’assistenza e le cure di cui la persona necessita.

A cura della d.ssa Elisabetta Lazzari

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