La personalita’ narcisistica

La personalità narcisistica – Il mito di Narciso

la personalità narcisisticaNarciso, figlio di Cefiso e della ninfa Liriope era famoso per la sua bellezza. L’indovino Tiresia   gli predice una lunga vecchiaia solo “se non conoscerà sé stesso. Narciso però era, come diremmo oggi, bello e impossibile, non si curava minimamente degli altri, ignorava tutto e tutti; era insomma irraggiungibile. La ninfa dei monti Eco (condannata a ripetere solo le ultime parole che sente (quindi incapace di poter esprimere propri pensieri), lo incontra per caso nei boschi e se ne innamora perdutamente ma ovviamente, date le premesse, non ne è ricambiata; a causa di questo rifiuto, la dea Nemesi (dea della vendetta) decise che ‘… non se ne poteva più …’e lo condannò ad innamorarsi solo della sua immagine. Quindi a Narciso accadde che, mentre si rispecchiava in un laghetto, vide la sua immagine riflessa e …. se ne innamorò.  Da allora cominciò a soffrire esattamente com’era accaduto a tutte le donne che si erano innamorate di lui. Il dolore lo portò ben presto alla morte.

Malgrado le occasionali illusioni di onnipotenza, il narcisismo attende da altri la conferma della sua autostima. Non può vivere senza un pubblico di ammiratori.

Christopher Lasch, La cultura del narcisismo, 1979

La personalità narcisistica – Dal mito alla psicologia

Alla storia di Narciso viene associato il disturbo narcisistico di personalità. Le caratteristiche di tale disturbo, sono legate ad una idea grandiosa di sé e un totale disinteresse dei bisogni dell’altro.

Nei tratti non patologici però, più o meno ognuno di noi ne soffre. Infatti, nel linguaggio di tutti i giorni il narcisismo si applica a concetti quali l’egoismo, la vanità, la presunzione, l’egocentrismo, etc.

Le conseguenze di tale atteggiamento si evidenziano, ad esempio, dal fatto che ci si concentra prevalentemente su se stessi, ignorando totalmente gli altri, nella difficoltà di mantenere relazioni soddisfacenti, dalla mancanza di empatia, dal fatto di essere particolarmente sensibili alle critiche, di detestare le persone che non ci ammirano e adulare chi ci ammira, millantare conoscenze e capacità che non si posseggono,  difficoltà nel vedere il mondo con occhi diversi dei propri, mancanza di rimorso e di gratitudine, mancanza di senso di colpa,  etc….

La personalità narcisistica – Psicoanalisi

Secondo Freud la fase Narcisistica (lungo il corso dello sviluppo psicosessuale) si pone a cavallo tra la fase sadico-anale e quella più propriamente oggettuale (fase orale e anale). In questo stadio la libido si concentra sull’Io del bambino e solo in seguito si rivolgerà ad un oggetto esterno.

Per il narcisista il mondo è uno specchio.

Christopher Lasch, La cultura del narcisismo, 1979

Com’è noto, secondo Freud lo sviluppo psicosessuale potrebbe arrestarsi. Se si arrestasse in questa fase, cioè la fase autoerotica (la libido concentrata sull’Io) sarebbe alto il rischio di schizofrenia. Secondo altri autori psicoanalitici, i soggetti narcisistici hanno avuto traumi affettivi pesanti che li hanno spinti a ritirarsi in se stessi e a disinteressarsi del mondo esterno se non che per soddisfare propri bisogni. Quindi gli altri sono essenziali solo se utili a qualche scopo ben definito e come tali smettono di essere ‘persone’ con cui avere uno scambio reale.

Il disturbo narcisistico della personalità

Il quadro clinico evidenzia, in questi soggetti, la tendenza a percepirsi con un Sè onnipotente che è tipico dell’Io infantile e il senso di grandiosità sfugge ad ogni confronto con la realtà. Questi soggetti hanno un disperato bisogno di essere ammirati, non essere contraddetti ed hanno la convinzione di essere speciali e di gran lunga superiori agli altri anche a dispetto della, spesso evidente, irrealizzabilità delle loro fantasie.

Un narcisista è qualcuno più bello di te.
Gore Vidal, su The New York Times, 1981

Il vero problema del narcisista, ha a che fare con  un ideale dell’Io spesso impossibile da raggiungere. In questo contesto il soggetto tenta di preoccuparsi di ciò che vorrebbe essere, invece di ciò che è. Poiché il narcisista ha bisogno di conferme continue, si focalizza sull’immagine ideale (che non gli appartiene), con lo scopo di conquistare ‘quote’ immeritate di apprezzamenti, per poter essere ammirato e sostenuto dagli altri e poter così vivere nell’illusione di cui ha tanto bisogno. Sono quindi soggetti molto più attenti alla forma che alla sostanza ‘abbagliando’ gli altri (che spesso, almeno in prima battuta ne sono soggiogati).

Da tutto ciò, si evince che i narcisisti sono totalmente anaffettivi per il semplice motivo che non hanno mai avuto reali affetti e quindi sono privi di sentimenti reali e profondi. Per tale ragione spesso le loro scelte, non essendo mediate da una scala di valore stabile e strutturata, restano superficiali e assolutamente incapaci di prendere decisioni e di farsene carico. Insomma, somigliano ad adulti nella forma ma nella sostanza sono dei bambini e come tali, hanno bisogno di un pubblico che li sostanzi; sono inoltre assolutamente incapaci di vedere il profondo vuoto interiore che li rende incapace di donare vero affetto.

Il megalomane è uno che dice ad alta voce ciò che ognuno pensa di sé nel suo intimo.

Ma quando diventa una patologia? Tutte le volte che la realtà diventa un optional e tutte le volte in cui si è incapaci di provare sentimenti autentici verso amici, amori, parenti, la società, etc.

Tornando al mito, Narciso, rispecchiandosi nel lago per la prima volta, riesce a vedere ciò che vedono gli altri e ad avere un riferimento di se, esattamente come accade alla interazione che il bambino ha con la madre o con la sua figura di attaccamento. In questa interazione il bambino si nutre di amore e da quello scambio d’amore  si innesterà il meccanismo che lo ‘abilita’ alla ricerca di altri e differenti amori. La certezza dell’amore (che la figura di attaccamento conferma quotidianamente)  rafforza la scala di valori cui dicevamo prima, che gli permetterà un giorno di staccarsi per iniziare il proprio viaggio nel mondo dei propri simili.

da Confessioni e anatemi:

Il miglior mezzo per sbarazzarsi di un nemico è dirne bene ovunque. Glielo riferiranno, e lui non avrà più la forza di nuocervi: avete spezzato la sua molla… Sarà sempre in guerra contro di voi ma senza vigore né costanza, giacché inconsciamente avrà smesso di odiarvi. È vinto, e ignora la propria disfatta. Emil Cioran

A Narciso tutto questo non succede. Non ha una madre (figura di attaccamento) e quindi non ha avuto lo scambio di amore che funge da riflesso. Nulla si rispecchia (nel proprio apparato psichico non ci sono ricordi) se non se stesso e quindi vedendo solo se stesso, come potrebbe vedere gli altri?

Add a Comment

Studio Bumbaca, Roma, Via Appia Nuova 225 / Avezzano (loc FORME) - cell: 366 2645 616 - PI : 10726621005